E’ ascolano uno dei poliziotti feriti durante gli scontri violenti avvenuti ieri (sabato 31 gennaio) a Torino dopo la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. Tra gli agenti coinvolti nella guerriglia urbana figura infatti Lorenzo Virgulti, 28 anni, ascolano che, nei momenti più drammatici dei disordini, è intervenuto per proteggere il collega Alessandro Calista, agente pescarese di 29 anni rimasto gravemente ferito durante il pestaggio.
Nel caos degli scontri, Virgulti è riuscito a raggiungere Calista e a fare scudo con il proprio equipaggiamento, permettendo agli altri poliziotti di allontanarlo dagli aggressori. Un gesto decisivo, avvenuto mentre la tensione cresceva rapidamente. Anche l’agente ascolano ha riportato ferite, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.
Nelle ore successive ai fatti, Lorenzo Virgulti è stato visitato in ospedale dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è recata all’ospedale Le Molinette di Torino per esprimere la vicinanza del Governo agli operatori coinvolti. In un comunicato, la premier ha spiegato: «Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti».

Virgulti in protezione del suo collega e la visita della premier in ospedale (Foto: profilo Fb Marco Fioravanti)
Meloni ha poi ricostruito la violenza degli scontri: «Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori”, ha detto un agente». Parole nette anche nella definizione dei responsabili: «Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio».
Nel messaggio, la presidente del Consiglio ha chiamato in causa anche la magistratura: «Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo». E ha aggiunto: «Se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto». Sul fronte politico e operativo, Meloni ha infine annunciato: «Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione».
Alla solidarietà istituzionale si è aggiunta quella del sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, che ha affidato ai social un messaggio di sostegno al giovane agente: «Onore a Lorenzo Virgulti, 28enne ascolano rimasto ferito negli scontri di Torino. Scontri causati non da manifestanti, ma da veri e propri criminali: ho sentito Lorenzo al telefono, sta bene e presto tornerà ad Ascoli, ma le conseguenze per lui, per il coetaneo Alessandro e per altri agenti della Polizia sarebbero potute essere ben più gravi». Il primo cittadino ha poi ribadito: «Manifestare è un diritto, usare la violenza è un reato. Solidarietà e vicinanza a Lorenzo, ad Alessandro e a tutti i rappresentati delle nostre forze dell’ordine».
Gli scontri nel capoluogo piemontese sono andati avanti per ore e hanno visto il coinvolgimento di gruppi autonomi e anarchici, con lanci di bombe carta e fumogeni e l’incendio di un blindato della Polizia. Il bilancio parla di numerosi feriti tra agenti, militari, manifestanti, insieme a vari arrestati in relazione ai disordini.
In questo contesto si inserisce anche l’iniziativa politica annunciata dalla Lega, che sabato 7 e domenica 8 febbraio porterà anche nelle piazze marchigiane la campagna “Io sto col poliziotto”, con banchetti informativi e raccolta firme sui temi della sicurezza e della tutela delle forze dell’ordine. L’obiettivo, spiegano dal partito, è sostenere le misure del Decreto Sicurezza e le proposte a difesa degli uomini e delle donne in divisa, ribadendo la centralità della legalità e del rispetto delle regole.
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