Il 2026 si è aperto con un mese di gennaio più caldo della norma e particolarmente piovoso anche nel Piceno. È quanto emerge dall’analisi climatica regionale elaborata dal Servizio Agrometeo Amap della Regione Marche, che fotografa una situazione in linea con la tendenza registrata negli ultimi anni su tutto il territorio marchigiano, compresa la provincia di Ascoli.
A livello regionale – quindi con dati che comprendono anche l’area del Piceno – gennaio 2026 ha fatto segnare una temperatura media di 6°C, pari a +0,8°C rispetto alla media climatica 1991-2020. Si tratta del quarto gennaio consecutivo più caldo della media, un dato che conferma come anche nel nostro territorio gli inverni recenti tendano a mantenersi su valori superiori a quelli storici.
Ancora più significativo il quadro su base annuale: nel periodo febbraio 2025 – gennaio 2026 la temperatura media regionale è stata di 14,6°C, con un’anomalia di +0,7°C rispetto al trentennio di riferimento. Nella serie storica iniziata nel 1961, questo valore si colloca al sesto posto tra i più caldi.
Un trend che riguarda anche il Piceno: negli ultimi 145 mesi (dal dicembre 2013) la media calcolata sui 12 mesi più recenti è risultata sempre in linea o superiore ai valori climatici normali.
Se le temperature restano sopra la media, gennaio 2026 si è distinto soprattutto per le precipitazioni. La media regionale è stata di 95 millimetri, contro i 56 millimetri tipici del mese: un incremento di circa +70%.
Un dato che coinvolge anche il territorio ascolano, dove il mese si è caratterizzato per frequenti giornate piovose. Pur risultando molto umido, gennaio 2026 non ha superato i livelli del 2023, che resta più piovoso nella serie storica.
Nel bilancio degli ultimi 12 mesi (febbraio 2025 – gennaio 2026), la cumulata regionale si attesta a 806 millimetri, valore di poco inferiore (-4%) rispetto alla media 1991-2020. Va inoltre evidenziato che dal settembre 2025 la cumulata su base mobile risulta sotto la media di riferimento.
In sintesi, anche per il Piceno gennaio 2026 si chiude con un doppio segnale: temperature ancora sopra la norma e precipitazioni abbondanti. Un andamento che conferma la fase climatica più mite degli ultimi anni e che avrà riflessi da valutare nei prossimi mesi, sia per l’agricoltura sia per la gestione delle risorse idriche nel territorio provinciale.
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