di Luca Capponi
Nessuna soluzione miracolosa, ma la consapevolezza che la sicurezza passa da azioni congiunte. È questo il messaggio che emerge dal sondaggio lanciato dalla pagina social Striscia la Lama, nata per mettere in rete i residenti di Castel di Lama e della vallata del Tronto, un’area che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con un numero crescente di furti in abitazione.

Due persone sospette lungo la Vallata del Tronto
L’iniziativa, che ha registrato una buona partecipazione considerando le dimensioni della comunità, ha aperto un confronto tra cittadini su un tema sempre più sentito: qual è oggi il vero deterrente contro i ladri?
Il dato più significativo riguarda la preferenza accordata ai sistemi di protezione privata. Al primo posto si classificano infatti allarmi domestici e telecamere, con 61 voti (25,8%). Subito dopo emerge però un elemento altrettanto forte: la collaborazione tra vicini attraverso gruppi e canali WhatsApp, scelta da 56 partecipanti (23,7%).
Al terzo posto la videosorveglianza pubblica, con 48 voti (20,3%), seguita dall’organizzazione di gruppi di cittadini per segnalazioni rapide alle forze dell’ordine (32 voti, 13,6%). Più distanziate le soluzioni considerate tradizionali, come l’installazione di inferriate (20 voti, 8,5%) e il lasciare le luci accese nelle ore notturne (15 voti, 6,4%). Solo quattro persone hanno dichiarato di non avere un’opinione precisa.

«Il sondaggio rappresenta esclusivamente il punto di vista di chi ha scelto di partecipare e non dell’intera popolazione, ma offre comunque una fotografia interessante della percezione diffusa sul tema sicurezza – spiega Andrea Mattei, uno dei gestori di “Striscia la Lama” -. Dai risultati emerge una tendenza chiara: i residenti sembrano puntare su una combinazione tra tecnologia e rete sociale. Da una parte strumenti come allarmi e telecamere domestiche, dall’altra la collaborazione diretta tra vicini e la condivisione tempestiva delle informazioni».
Al di là delle possibili soluzioni, l’iniziativa è servita, e servirà, a tenere alta l’attenzione sul tema anche attraverso il confronto e la discussione. Non a caso sul canale WhatsApp dedicato, “Mai dire Lama”, i contributi sono tanti e tutti costruttivi.
«In fondo dobbiamo dircelo con onestà: non esistono soluzioni che ci mettano al riparo al 100% dai furti in casa – si legge -. Se qualcuno decide di entrare per rubare, prima o poi un modo lo trova. Telecamere, allarmi, sistemi di videosorveglianza comunale: sono strumenti utilissimi, ma non infallibili. Anche i sistemi di sicurezza più evoluti hanno dei limiti. Basti pensare al Louvre: uno dei musei più sorvegliati al mondo, eppure nemmeno lì i gioielli della corona sono stati al sicuro».
«Questo non significa rinunciare alla prevenzione, anzi – è la prosecuzione -. Sì alle telecamere, sì agli antifurti, perché servono a scoraggiare, a ritardare, a raccogliere elementi utili. Ma soprattutto sì alla collaborazione tra cittadini. Osservare con più attenzione quello che accade intorno a noi, segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine movimenti o situazioni sospette, condividere informazioni utili tra vicini può fare davvero la differenza».
«La sicurezza non è solo tecnologia: è comunità, attenzione e responsabilità condivisa. Per questo vi invitiamo a iscrivervi al canale e a farlo conoscere anche ai vostri amici – concludono da “Mai dire Lama” . Cercheremo di informarvi nel più breve tempo possibile su eventuali situazioni sospette nelle varie zone, sempre e solo dopo aver effettuato le dovute segnalazioni ai Carabinieri».
Al di là dei numeri, l’iniziativa ha avuto il merito di riaccendere il confronto pubblico su un problema reale e molto avvertito nel territorio. Non tanto per individuare una soluzione unica, quanto per ribadire che la prevenzione probabilmente nasce dall’insieme di più azioni: strumenti tecnologici, attenzione quotidiana e collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.
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