
D’Uffizi in azione in Ascoli-Torres (foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
A tre giorni da Pontedera-Ascoli, in casa bianconera si respira fiducia, ma anche la consapevolezza che nulla può essere lasciato al caso. Dopo la vittoria esterna ottenuta domenica scorsa sul campo del Bra, la squadra di mister Francesco Tomei è pronta alla seconda trasferta consecutiva: si giocherà ancora alle ore 14:30, stavolta al “Mannucci”, contro il fanalino di coda del raggruppamento.
Un impegno sulla carta favorevole, ma tutt’altro che banale. Il Pontedera ha vissuto settimane complicate e, per provare a rimettersi in carreggiata, ha scelto di affidarsi all’esperienza di Piero Braglia. Un cambio in panchina che, come spesso accade in questi casi, può portare energie nuove e rendere l’avversario ancora più insidioso.

(foto Ascoli Calcio)
L’Ascoli, però, arriva al match in un ottimo periodo di forma: risultati, continuità e una fase offensiva tornata brillante. L’obiettivo immediato è continuare a mettere pressione al Ravenna secondo, atteso da una sfida delicata contro la Sambenedettese. Ma nello spogliatoio, come confermato oggi da Simone D’Uffizi in conferenza stampa, si continua a guardare anche più in alto.
L’attaccante, tra i migliori della stagione con 11 gol complessivi tra campionato e Coppa Italia e cinque assist, ha spiegato come la soddisfazione personale venga dopo quella collettiva: «Sono molto, molto soddisfatto e contento, però volevo mettere all’inizio un obiettivo più fondamentale che è quello di squadra; quello per me è l’obiettivo più importante».
I numeri raccontano una crescita evidente, ma per D’Uffizi pesa soprattutto la voglia di riscatto dopo le ultime stagioni complicate: «La voglia di riscatto sicuramente è tantissima; infatti, dopo le due stagioni passate che comunque non sono andate tanto bene, ci proveremo fino all’ultimo momento a far ritornare comunque questi colori in alto. Anche a livello personale forse negli anni scorsi non ero pronto a livello mentale».
I meriti della sua crescita, secondo l’attaccante, sono anche dello staff e del lavoro quotidiano di Tomei, che continua a tenere altissimo il livello delle richieste: «Non ha mollato di un millimetro. Il mister e il direttore sono persone a cui devo tanto perché hanno avuto fiducia e hanno creduto in me dal primo giorno di ritiro. Noi facciamo quello che ci dice il mister sempre e lo seguiamo fino all’ultimo».
Guardando al percorso recente, l’attaccante ha ammesso che tra novembre e dicembre qualcosa si era inceppato, più dal punto di vista fisico che mentale: «Forse fisicamente siamo un po’ calati e abbiamo avuto anche molta sfortuna; però adesso guardiamo il presente, siamo nella parte più importante della stagione e ce la dobbiamo mettere tutta».
E proprio sul tema classifica, nonostante i 9 punti di distanza dall’Arezzo, D’Uffizi ha chiarito quale sia l’approccio della squadra: «Noi comunque guardiamo sempre il primo posto, quello è l’obiettivo; poi se non ci riusciremo al primo ci proveremo al secondo. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. L’obiettivo da qui alla fine è di riuscire a vincerle tutte sicuramente e non dobbiamo sottovalutare assolutamente il Pontedera; dobbiamo andare lì a giocarci la partita e vincerla a tutti i costi».
Quando gli è stato chiesto quale sia il gol più bello o più pesante dei suoi 10 in campionato: «Quello che ancora deve venire. Obiettivamente quello contro la Ternana è stato quello penso più importante, e quello più bello con Pontedera o Livorno».
Il rapporto con la tifoseria, intanto, continua a crescere: «È una piazza fantastica, è bello vederli tutti insieme, avere così tanti spettatori a partita è qualcosa di unico; sicuramente ci sta dando e ci darà lo slancio in più».
E sul contratto fino al 2028 e sulla voglia di “riprendersi categorie superiori” con questa maglia, D’Uffizi è stato netto: «Certo, non c’è assolutamente voglia di andare altrove al momento, la cosa più importante è quella».

D’Uffizi in azione nel derby d’andata (foto Pierluigi Giorgi)
Nel finale non è mancato un riferimento al derby con la Sambenedettese, ormai sempre più vicino: «La squadra sta bene e sicuramente il derby non è una partita come le altre; sappiamo quanto conta qui e andremo lì per vincere sicuramente e riportare a casa la vittoria».
Il feeling con i compagni, e in particolare con Gabriele Gori, è un altro tassello fondamentale: «Gabriele è una persona fantastica e un giocatore forte, come tutti gli altri compagni; c’è questo gruppo che si è creato che è qualcosa di straordinario ed è questo che sta facendo la differenza. Anche con Milanese abbiamo instaurato subito un rapporto dal primo giorno di due anni fa; c’è stato subito quel feeling e quel rapporto di amicizia bello, gli voglio bene, è un ragazzo d’oro».
Infine, un passaggio significativo sul “segreto” di una squadra capace di mandare in gol tanti uomini diversi: «Quello è proprio il nostro stile di gioco; anche il difensore centrale si può trovare davanti alla riga di porta e fare gol, è quello che ci chiede il mister e che mettiamo in campo ogni domenica».
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