di Filippo Ferretti
Al Festival di Sanremo si è parlato ascolano e non solo per la presenza di Dardust, co-autore del brano in gara interpretato da Ermal Meta e con lui sul palco dell’Ariston nella serata delle cover. Dallo scorso 23 febbraio, in occasione della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, è diventato realtà il progetto “Casa Vessicchio”, lo spazio ideato, voluto e sviluppato insieme al maestro Beppe Vessicchio da Niccolò Petitto e Andrea Rizzoli. Si tratta di una location esterna all’Ariston, sede di interviste, incontri e talk show, la cui comunicazione è stata affidata a Marco Fausti, da anni talentuoso creativo nel mondo dello spettacolo e nell’occasione, con il fratello Andrea, autore della parte grafica del progetto, per conto dalla realtà ascolana “Bros Creative Studio”.
“Casa Vessicchio”, che è diventata quest’anno la location più affollata dagli artisti presenti al kermesse, era stata pensata prima della morte del indimenticato “Maestro”, avvenuta lo scorso novembre, Marco Fausti, che ha diretto molti videoclip di brani musicali eseguiti da altrettanti big del pop italiano, è da anni un collaboratore dell’ex discografico Niccolò Petitto, con lui al timone anche della nuova opera filmica da lui firmata, girata proprio nelle Cento Torri e intitolata “L’eco del silenzio”, la cui presentazione avrà luogo presto in città. Grande è la soddisfazione per il regista e grafico ascolano per aver contribuito a dare vita al risultato di quel che era un sogno dello storico direttore d’orchestra del festival, un luogo di vita, arte, divertimento, divulgazione e scambio, pensato per accogliere eventi e momenti di crescita condivisa.
Uno spazio vivo, dove cultura e creatività dialogano naturalmente con il piacere della convivialità, del buon cibo e del buon vino. «Casa Vessicchio è un ambiente che tornerà ogni anno, capace di unire formazione, intrattenimento e anche valorizzazione dei talenti emergenti» spiega Marco Fausti, un tempo protagonista sotto i riflettori della scena, essendo stato anche attore e danzatore, ma da qualche tempo passato dietro le quinte, prendendo la telecamera in mano e diventando artefice di lavori creativi.
«Non si tratta del primo lavoro grafico importante per me legato al mondo delle sette note, perchè in passato e per volontà di Dardust avevo firmato la parte grafica di alcuni suoi album» ricorda l’ascolano a proposito dei lavori “Birth” e “Seven”, felice che ora a farsi strada possa essere l’operato della “Bros Creative Studio”, una realtà ascolana che potrà contribuire ad unire iniziative a carattere nazionale con la città.
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