Caselle, riapre la chiesa di San Marco Evangelista dopo i lavori (Foto)

MALTIGNANO - Sabato 18 aprile la messa solenne con il vescovo Palmieri: interventi su copertura e interni grazie a fondi e donazioni
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La chiesa di San Marco Evangelista di Caselle di Maltignano

 

 

 

Dopo un importante intervento di straordinaria manutenzione avviato nel marzo 2025, riapre ufficialmente al culto la chiesa di San Marco Evangelista, punto di riferimento spirituale e comunitario per l’intera frazione.

 

L’interno della chiesa

I lavori hanno riguardato in particolare la copertura dell’edificio, la controsoffittatura e diverse opere di rifinitura interna, restituendo ai fedeli un luogo rinnovato, sicuro e decoroso. Gli interventi sono stati eseguiti  nel rispetto del valore storico e religioso della struttura.

 

Determinante è stato il contributo della comunità locale: l’opera è stata sostenuta anche grazie alle donazioni degli abitanti di Caselle, a conferma del forte legame tra i cittadini e la loro chiesa. A queste risorse si sono aggiunti i fondi dell’8 per mille della Conferenza episcopale italiana, che hanno consentito il completamento dell’intervento.

 

Un ruolo centrale è stato svolto dal parroco, don Adam Krzysztof Baranski, che ha seguito con impegno tutte le fasi del progetto, promuovendo e coordinando le iniziative necessarie. Un ringraziamento è stato rivolto anche all’architetto Simona Massari, direttore dei lavori, e ai cittadini Agostino Caminonni, Pietro Oresti, Vinicio Cameli, Giuliano Soletti, Alessandro Candelori e Mauro Peroni per la collaborazione.

 

Una menzione speciale va inoltre alla professoressa Maura Orsini e al professore Anselmo Brutti del Liceo artistico “Licini” di Ascoli Piceno, che hanno contribuito alla realizzazione del nuovo altare di San Marco.

 

La riapertura ufficiale è in programma sabato 18 aprile alle ore 18 con la messa solenne presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri, momento simbolico di restituzione del luogo sacro alla comunità.

 

Un evento che segna non solo il recupero dell’edificio, ma anche un rinnovato senso di partecipazione e unità per tutta la frazione, che torna a riappropriarsi di uno dei suoi spazi più significativi.


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