Ogni anno, 1.000 navi trasportano sostanze pericolose a largo di San Benedetto

SAN BENEDETTO - Cosa succederebbe in caso di un incidente? Rischio non prevedibile ma possibile: dal traffico marittimo alle misure di emergenza, ecco come la città si prepara a fronteggiare un eventuale inquinamento costiero
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Mille navi l’anno con sostanze pericolose davanti alla costa sambenedettese. È questo il dato che emerge dal Piano comunale di Protezione civile e che riporta l’attenzione sul rischio di inquinamento costiero lungo la Riviera. Lungo la direttrice adriatica Nord-Sud si registrano circa 2.000 passaggi navali annui e quasi la metà delle imbarcazioni trasporta carichi classificati come “pericolosi”: idrocarburi e altre sostanze potenzialmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.

 

Cosa potrebbe succedere in caso d’incidente? Ossia se una di quelle navi perdesse in tutto o in parte il suo carico, e tali sostanze finissero spiaggiate lungo la costa sambenedettese. Un rischio definito non prevedibile né quantificabile, ma statisticamente possibile. Proprio per questo il Comune ha aggiornato il modello di intervento del Piano di Protezione civile, che disciplina le procedure in caso di contaminazione del litorale.

 

Il tema è tornato d’attualità dopo la recente esercitazione della Capitaneria di porto, che ha simulato la dispersione in mare di 10mila litri di gasolio, testando tempi e modalità di risposta operativa. Uno scenario ipotetico, ma coerente con le criticità legate all’intenso traffico marittimo. Sono stati individuati 18 varchi d’accesso al litorale, per un intervento rapido dei mezzi di soccorso. Intervento che, ovviamente, andrebbe calibrato in base alla portata della situazione.

 

Uomini della Guardia costiera durante una ripulitura della spiaggia sambenedettese

In caso di allarme  il sindaco attiva il Centro operativo comunale e coordina le operazioni, con possibilità di emanare ordinanze urgenti come divieti di accesso, balneazione o pesca nelle aree interessate. Le zone colpite verrebbero immediatamente transennate e presidiate dalla polizia municipale, con eventuali modifiche alla viabilità.

 

Vengono poi attivati e coordinati i contatti con Arpam, Ast, Autorità marittima, Prefettura, Regione e Comuni limitrofi. Obiettivo: avviare presìdi territoriali e raccogliere i dati su entità e caratteristiche dell’inquinamento. Arpam effettua i rilievi per una prima stima del materiale spiaggiato. Sono previste aree di accumulo e stoccaggio temporaneo, raccolta e trasporto dei rifiuti tramite ditte autorizzate. Il Piano disciplina anche evacuazioni, assistenza alla popolazione, comunicazioni e monitoraggio ordinario, con esercitazioni e aggiornamento delle risorse.

 

Molto dipenderebbe anche dal periodo dell’anno: in piena stagione balneare le operazioni risulterebbero più complesse per la presenza di stabilimenti e attrezzature lungo l’arenile. Da qui l’importanza della prevenzione, del monitoraggio e delle esercitazioni periodiche, per farsi trovare pronti davanti a uno scenario che, pur non prevedibile, resta concretamente possibile.


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