di Maria Grazia Lappa
Le telecamere di Rai 1 del programma Linea Verde hanno acceso i riflettori sul Piceno, scegliendo la sua anima collinare come palcoscenico naturale. Protagonista, il borgo di Offida, sospeso tra cielo e terra, dove lo sguardo abbraccia i profili azzurri degli Appennini e si spinge fino al blu dell’Adriatico.
Le colline, ricamate da filari di vite, disegnano un paesaggio che commuove per armonia e misura. Ville, cantine, stalle: ogni pietra racconta un territorio capace di coniugare bellezza e lavoro, poesia e produzione. È qui che mani sapienti trasformano l’uva in eccellenza, dando vita alla Offida Docg: i bianchi autoctoni Pecorino e Passerina e il rosso strutturato a base di Montepulciano sono il frutto di una tradizione che si tramanda come un testimone, di generazione in generazione.
Offida appare superba, adagiata sulle sue verdi alture. Ma sotto l’immagine da cartolina pulsa un cuore operoso: artigiani, agricoltori, maestri del fare che hanno scritto la storia di questa comunità. E poi il Carnevale, identità viva e resistente, che da oltre cinque secoli rinnova il suo rito collettivo. Tra le mura medievali, dal rosso dei mattoni emerge la sagoma del Bove Finto, simbolo di una fierezza antica che non si è mai spenta.
Il momento più intenso è la Corsa del Bove Finto: nel venerdì di festa le telecamere cercano di catturare l’energia, la gioia condivisa, il senso profondo di appartenenza. Uno sguardo si apre anche sulla Congrega della Guazza, custode di una tradizione che si rinnova restando fedele a sé stessa. E poi il fuoco vivo dei Vlurd, che squarcia la notte e annuncia la primavera, tra faville e volti illuminati.
Un salto anche a Castignano, dove la sera si accende con i Moccoli: “Fuori, fuori i moccoli” risuona tra i calanchi, mentre il borgo si staglia come un presepe di luce.
Il viaggio racconta anche il gusto: perché ad Offida, si sa, “se magna bè”. Le telecamere fanno tappa alla Locanda chilometro zero di Pagliare, esperienza inclusiva e coraggiosa che vede ragazzi con disabilità protagonisti di un progetto di autonomia nella ristorazione. E poi uno sguardo ad Ascoli Piceno, con la sua elegante Piazza del Popolo, salotto di travertino che accoglie e celebra. Una puntata anche nello splendido borgo di Grottammare Alta, balcone affacciato sull’Adriatico, dove il tempo sembra scorrere con passo più lento.
L’artigianalità marchigiana trova spazio anche a Venarotta, da Graziano Ricami: un’altra storia di eccellenza silenziosa, fatta di precisione e passione.
Ne emerge il ritratto di un Piceno autentico, dove la bellezza non è soltanto paesaggio, ma lavoro, memoria e futuro. Un territorio che non si limita a mostrarsi: si racconta, con orgoglio e misura, attraverso le sue tradizioni e la sua gente.
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