Le Marche sono tra le poche regioni italiane che nel 2025 non hanno registrato grandi incendi boschivi. È quanto emerge da un’analisi di Uncem Marche (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) basata sui dati del Programma per il Riconoscimento degli Schemi di Certificazione Forestale (Pefc) Italia e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che evidenzia come la regione abbia mantenuto livelli elevati di tutela del patrimonio forestale in un contesto nazionale ancora caratterizzato da criticità sul fronte degli incendi.

Intervento su un incendio boschivo (Immagine di repertorio)
Secondo l’elaborazione, il territorio marchigiano si distingue per una presenza forestale diffusa e in crescita, particolarmente radicata nelle aree montane e collinari dell’entroterra.
Proprio in queste zone, sottolinea Uncem, la presenza delle comunità locali e la continuità della gestione del territorio rappresentano elementi importanti nella prevenzione del rischio incendi.
Il risultato si inserisce all’interno di un sistema di prevenzione che coinvolge Regione Marche, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Comuni, Unioni Montane, strutture tecniche e scientifiche, volontariato e operatori impegnati nella gestione forestale.
A livello nazionale, il quadro appare invece più complesso. Secondo Ispra, nel 2025 il 48% degli incendi ha interessato ecosistemi forestali e oltre il 30% delle superfici percorse dal fuoco si trova all’interno di aree protette. In questo scenario, le Marche rappresentano una delle eccezioni evidenziate dall’analisi.

Il presidente di Uncem Marche Giuseppe Amici
«I territori più sicuri e resilienti sono quelli in cui esistono comunità vive, amministrazioni presenti e una gestione costante del patrimonio naturale – afferma il presidente di Uncem Marche, Giuseppe Amici – Il bosco non si tutela da solo: ha bisogno di cura, conoscenza e presenza umana».
Le foreste marchigiane svolgono un ruolo importante nella tutela del suolo, nella regolazione delle risorse idriche, nella conservazione della biodiversità e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
«Il dato che emerge dall’analisi congiunta dei rapporti nazionali è particolarmente significativo perché riguarda una regione con una forte presenza forestale diffusa – prosegue Amici – Non registrare grandi incendi boschivi significa riconoscere il valore del presidio territoriale garantito dai Comuni, dalle Unioni Montane, dal volontariato e dagli operatori del settore che continuano a vivere e lavorare nelle aree interne. È la dimostrazione concreta che investire nella montagna significa investire nella sicurezza ambientale dell’intera regione».
L’associazione sottolinea infine la necessità di proseguire nel rafforzamento della gestione attiva delle foreste e della collaborazione tra istituzioni e comunità locali, considerati elementi centrali per mantenere nel tempo questo equilibrio.
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