
Carabinieri di San Benedetto (immagine di repertorio)
Due uomini, un 33enne e un 31enne residenti a San Benedetto, sono agli arresti domiciliari nell’ambito delle indagini su una violenta aggressione avvenuta lo scorso 6 maggio in via Pasqualini, nella città rivierasca.
Il provvedimento di misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Ascoli Piceno su richiesta della locale Procura della Repubblica, è stato eseguito nelle prime ore della mattinata di ieri 17 giugno dai militari della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto.
I due sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro e a vario titolo, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, tentata rapina e lesioni personali aggravate.
L’inchiesta ha preso avvio dopo il pestaggio di un giovane sambenedettese, aggredito poco dopo le 19 sul marciapiede di via Pasqualini. La vittima, colpita ripetutamente al volto, riportò la frattura delle ossa nasali e una prognosi di 25 giorni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione sarebbe maturata nell’ambito di un tentativo di recupero crediti legato a pregressi debiti di droga. Il 33enne avrebbe colpito più volte il giovane con pugni al volto, pretendendo denaro e arrivando a strappargli il borsello per cercare contanti al suo interno.
Determinante, secondo gli inquirenti, anche il ruolo del complice 31enne che, giunto sul posto alla guida di un’autovettura nonostante fosse privo di patente, avrebbe impedito a due amici della vittima di intervenire in suo aiuto, favorendo così l’azione dell’aggressore.
Le indagini, condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto, hanno consentito di risalire ai responsabili grazie a un articolato lavoro investigativo. Gli accertamenti sono partiti dall’identificazione dell’auto utilizzata durante l’agguato e si sono avvalsi anche di un avanzato sistema di comparazione fisionomica in dotazione all’Arma dei Carabinieri.
L’autore materiale dell’aggressione è stato individuato e arrestato, mentre il complice è attivamente ricercato per l’esecuzione del provvedimento cautelare.
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