Dall’acqua ne emerge solo la sagoma. E’ l’insolito “spettacolo” visibile da qualche giorno al Molo Nord, dopo l’affondamento del motopesca “San Silvestro”, avvenuto durante questo mese. Si attendono le operazioni di rimozione ma, intanto, lo scafo ricoperto dal mare attira la curiosità dei passanti.
La Capitaneria di porto ha emesso un’ordinanza che dispone una serie di limitazioni per garantire la sicurezza della navigazione e permettere lo svolgimento delle operazioni tecniche necessarie al recupero dell’imbarcazione.
Il peschereccio, iscritto nei registri della Capitaneria sambenedettese con il numero SB 637, è affondato mentre si trovava ormeggiato presso il primo braccio del molo nord, in corrispondenza delle bitte comprese tra il numero 5 e l’8. L’episodio, fortunatamente, non ha avuto conseguenze fisiche per nessuno. L’unità, secondo quanto riportato nel provvedimento dell’Autorità marittima, risulta adagiata sul fondale con una parte della sovrastruttura ancora visibile sopra la superficie dell’acqua, in attesa dell’avvio degli interventi di recupero.
Per questo motivo la Capitaneria ha disposto il divieto di accesso in un’area circostante il relitto, estesa per 15 metri dalla banchina. Nel tratto interessato non sarà possibile navigare, ancorare o sostare con qualsiasi tipo di unità, sia da diporto sia professionale. Stop anche alle attività subacquee e a qualsiasi altra operazione che possa interferire con le procedure di messa in sicurezza e rimozione del peschereccio.
Sono stati posizionati appositi gavitelli di colore rosso, così da renderne evidente il perimetro e ridurre il rischio per le altre imbarcazioni in transito e delle paratie per evitare la dispersione in mare di eventuali agenti inquinanti.
L’ordinanza prevede alcune eccezioni: potranno accedere allo specchio acqueo interdetto le unità della Guardia Costiera, delle forze di polizia e dei corpi militari, oltre ai mezzi impegnati in attività di pubblico servizio non rinviabili. Autorizzato anche l’ingresso delle squadre tecniche incaricate delle operazioni di recupero e messa in sicurezza.
Tutte le unità autorizzate a entrare nell’area dovranno comunque informare preventivamente l’Autorità marittima e mantenere un collegamento per eventuali emergenze tramite il numero 1530 o il canale radio VHF 16.















