Carabinieri in lutto per la morte di Guerino Patani, mancato a 109 anni. Un’età che lo aveva portato ad essere l’appartenente dell’Arma più longevo d’Italia. La notizia ha immediatamente suscitato profondo cordoglio tra i militari del Corpo. Il comandante della Legione carabinieri Marche, generale di brigata Nicola Conforti, si è recato personalmente per porgere un ultimo saluto al militare in congedo, rendendo omaggio a una figura simbolo di dedizione e servizio.
La camera ardente è stata allestita presso la Casa Funeraria Garofano, in via Ischia a Grottammare. I funerali si svolgeranno domani (sabato 27 giugno) alle ore 16 nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, in via Monte San Michele a San Benedetto, alla presenza del comandante provinciale di Ascoli, colonnello Domenico Barone, del comandante della compagnia di San Benedetto, maggiore Francesco Tessitore, oltre a numerosi colleghi e rappresentanti dell’Arma.
«La sua scomparsa – si legge in una nota ufficiale del Comando provinciale – segna la fine di un’epoca e lascia un vuoto profondo nella memoria collettiva dell’Arma e del Paese. Arruolatosi giovanissimo nell’agosto 1936, Patani ha attraversato momenti cruciali della storia italiana, distinguendosi per coraggio e spirito di servizio soprattutto durante la Seconda guerra mondiale. Impiegato come corriere militare, riuscì a sopravvivere ai bombardamenti e, successivamente, a Roma, evitò il rastrellamento nazista delle Fosse Ardeatine grazie alla conoscenza della città. In quel periodo drammatico entrò nella clandestinità, contribuendo attivamente alla Resistenza romana».
«Terminato il conflitto – ripercorrono ancora dal Comando retto dal colonnello Barone – il suo percorso nell’Arma proseguì con la stessa dedizione. Nel 1963 venne assegnato alla Stazione Carabinieri di Grottammare, dove prestò servizio fino al congedo nell’aprile 1970. Anche dopo il termine della carriera attiva, il suo legame con l’Arma rimase indissolubile: fu infatti tra i fondatori della sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Grottammare, testimoniando ancora una volta il suo senso di appartenenza e servizio».
Solo lo scorso 24 aprile, in occasione del suo 109° compleanno, aveva ricevuto la telefonata e la lettera di auguri del comandante generale dell’Arma, generale di corpo d’armata Salvatore Luongo, che lo aveva definito “un emblema” dell’Istituzione, riconoscendone il contributo alla costruzione della storia dell’Arma.
«Con la sua scomparsa – concludono i carabinieri piceni – se ne va non solo un uomo, ma un frammento vivente di memoria nazionale: una vita interamente dedicata al servizio, attraversando guerra, rinascita e cambiamenti epocali, sempre con lo stesso, instancabile senso del dovere».















