Un Pronto soccorso sempre più attento alle esigenze delle persone più vulnerabili. È questa la direzione intrapresa dall’Ast di Ascoli con il completamento dei nuovi ambienti dell’area emergenza dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, inaugurati oggi dopo un intervento di ristrutturazione da oltre 300 mila euro finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

 

Quattro stanze dedicate ai percorsi “protetti”, una control room, una nuova sala ecografica e un’area specifica per il “boarding” dei pazienti barellati: sono le principali novità che da oggi rendono il Pronto soccorso sambenedettese più funzionale, riservato e vicino ai bisogni dei cittadini, con particolare attenzione a bambini, anziani fragili, vittime di violenza, pazienti oncologici e persone che necessitano di isolamento.

 

L’intervento ha interessato anche gli spazi precedentemente occupati dalla medicina d’urgenza, con lavori strutturali e impiantistici pensati per migliorare l’organizzazione interna e rendere più efficiente la gestione dell’emergenza.

 

L’inaugurazione dei nuovi spazi

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il direttore generale dell’Ast di Ascoli Antonello Maraldo, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il sindaco di San Benedetto Nicola Mozzoni e il direttore dell’unità operativa complessa di Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale sambenedettese Giuseppina Petrelli. Presenti anche il direttore sanitario e amministrativo dell’Ast di Ascoli, rispettivamente Maria Bernadette Di Sciascio e Pierluigi Gigliucci, oltre ai consiglieri regionali Andrea Antonini e Andrea Cardilli.

 

«Gli ambienti che oggi abbiamo inaugurato – ha spiegato il direttore generale Antonello Maraldo – sono il frutto di lavori che conferiscono un alto valore aggiunto. I cittadini non li vedranno dalla sala d’attesa, ma ne trarranno i benefici una volta entrati nell’area interna del Pronto soccorso. L’importanza dell’intervento deriva dal fatto che si inserisce in un progetto globale di riorganizzazione dell’area dell’emergenza, che ha visto nelle settimane scorse il trasferimento della Murg al livello meno uno dell’ospedale e, più in generale, nel rilancio complessivo del nosocomio di San Benedetto».

 

Un passo avanti sul piano dell’accoglienza e della presa in carico dei pazienti più delicati, come sottolineato da Giuseppina Petrelli. «I lavori eseguiti al Pronto soccorso – ha evidenziato la direttrice – ci hanno consentito di creare i cosiddetti percorsi protetti. Si tratta di un livello organizzativo avanzato, pensato per garantire accoglienza, diagnosi e cura tutelando privacy, sicurezza e dignità delle persone più fragili. La nuova disposizione degli spazi permette di separare questi pazienti dai normali flussi di attesa, evitando ulteriori traumi e garantendo un’assistenza specialistica in un ambiente riservato, con l’attivazione delle reti di protezione sociale».

 

Soddisfazione anche da parte del sindaco Nicola Mozzoni. «Un ospedale non si misura solo dalle tecnologie che possiede, ma anche dalla capacità di mettere al centro la persona – ha dichiarato il primo cittadino –. Questi nuovi spazi rappresentano un passo concreto verso una sanità sempre più umana, capace di garantire riservatezza, dignità e percorsi dedicati ai pazienti più fragili. Come amministrazione comunale accogliamo con soddisfazione questo intervento, frutto della collaborazione tra istituzioni, Ast di Ascoli e Regione Marche. Investire sull’ospedale di San Benedetto significa investire sulla qualità della vita della nostra comunità e rafforzare un presidio fondamentale per tutto il territorio».

 

L’assessore regionale Paolo Calcinaro ha invece posto l’accento sulla necessità di alleggerire il carico sui pronto soccorso: «È importante trovare tutte le possibilità deflattive rispetto agli ingressi al Pronto soccorso. La realizzazione di questi nuovi ambienti è sicuramente una cosa positiva. A ciò vanno aggiunti anche i percorsi per l’ospedale di comunità, così da poter dare più spazio ai pazienti stabilizzati in uscita dai nosocomi ed evitare il fenomeno del boarding. Nei prossimi mesi lavoreremo per poter dare una Casa di comunità che possa rappresentare un’alternativa per i codici bianchi e verdi al Pronto soccorso stesso».

 

I nuovi percorsi “protetti” sono cinque e riguardano categorie di pazienti con esigenze particolari. Tra questi il percorso dedicato alle vittime di violenza di genere, alle quali viene assegnato, oltre al codice clinico ordinario, anche il “codice rosa”, un codice virtuale di protezione. La persona viene trasferita in una sala visita isolata e riservata, dove opera un’équipe multidisciplinare composta da medici specialisti di medicina d’urgenza, ginecologia e medicina legale nei casi di stupro. In base alle necessità vengono coinvolte anche le Forze dell’ordine e i Centri antiviolenza per garantire un percorso sicuro dopo le dimissioni.

 

Previsto anche un percorso pediatrico per i minori sotto i 14/16 anni che arrivano in Pronto soccorso per patologie non urgenti: per loro è stata realizzata una stanza a misura di bambino, dove possono attendere insieme ai genitori. Altri spazi sono dedicati alla persona anziana fragile e alla dimissione protetta, attivati in collaborazione con la geriatria, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e garantire una presa in carico che consideri non solo l’urgenza del momento, ma anche la condizione complessiva del paziente.

 

Un’attenzione particolare è riservata anche al percorso “sollievo dal dolore”, destinato a chi accede al Pronto soccorso per dolori legati a patologie note, come nel caso dei pazienti oncologici o terminali. La gestione è affidata alla terapia antalgica diretta da Maurizio Massetti, con ambienti che garantiscono privacy e permettono la presenza di un familiare caregiver.

 

Infine è stato previsto un percorso per i pazienti che necessitano di isolamento, grazie a una stanza a pressione negativa che consente la gestione in sicurezza dell’emergenza prima del trasferimento nel reparto specialistico. Oltre alle aree dedicate ai percorsi protetti, il restyling ha portato alla realizzazione di una nuova sala ecografica con apparecchiatura a disposizione del Pronto soccorso e di un’area specifica per il “boarding”, che consentirà di superare la presenza delle barelle lungo i corridoi, offrendo invece uno spazio organizzato per la permanenza temporanea dei pazienti.

 

Un intervento che punta quindi a trasformare il Pronto soccorso in un ambiente non solo più efficiente, ma anche più rispettoso della fragilità e della dignità di chi vi accede.

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