Tanto tuonò che piovve. «Da oggi continuerò a svolgere il mio ruolo istituzionale dai banchi del Gruppo Misto con assoluta autonomia e responsabilità, valutando ogni provvedimento esclusivamente sulla base dell’interesse della città di San Benedetto del Tronto, senza condizionamenti e con l’unico obiettivo di contribuire, con serietà, trasparenza e senso delle istituzioni, al bene della comunità». Lo scrive il consigliere Nicolò Bagalini, in una lettera indirizzata al presidente del consiglio comunale Pasqualino Piunti, al segretario generale Zanieri e, per conoscenza, al sindaco Mozzoni.

 

Nicolò Bagalini

Come anticipato da Cronache Picene (vedi articolo correlato alla fine di questo servizio)la decisione dell’ormai ex esponente di Fratelli d’Italia era nell’aria. «La presente decisione è il risultato di una riflessione politica maturata nel tempo e rappresenta la naturale conseguenza di posizioni che ho già espresso pubblicamente in più occasioni – scrive Bagalini -. Non condivido i modi e i metodi che, a mio giudizio, il partito ha adottato negli ultimi mesi, caratterizzati da dinamiche che considero poco trasparenti e non coerenti con quei principi di correttezza, lealtà  e chiarezza che dovrebbero sempre contraddistinguere l’azione politica».

 

Il giovane consigliere desidera inoltre chiarire «senza alcuna ambiguità, che la mia fuoriuscita non è in alcun modo riconducibile al mancato conferimento di un incarico personale. Una simile interpretazione sarebbe profondamente errata e fuorviante». Il riferimento è alla nomina di Pierluigi Tassotti a capo di Gabinetto del sindaco.

 

Scelta assai contestata da Bagalini, che prosegue:  «Se la scelta fosse ricaduta su una figura esterna alla politica – soluzione che personalmente avrei ritenuto la più corretta e la più saggia – oppure se la collega Annalisa Marchegiani avesse accettato l’incarico che le era stato proposto, sarei stato il primo a rispettare quella decisione e a proseguire serenamente il mio percorso all’interno del gruppo consiliare».

 

«In entrambi i casi – sostiene ancora il nuovo esponente del Gruppo Misto  – sarebbero stati rispettati criteri chiari e coerenti: un incarico di natura politica, nel quale la legittimazione deriva dal consenso elettorale, oppure un incarico di natura prettamente amministrativa affidato sulla base delle competenze. Le soluzioni ibride, come quella che ritengo sia stata adottata, rischiano invece di generare ambiguità e di alimentare la percezione che possano prevalere logiche diverse dall’interesse generale».

 

Bagalini rivendica una scelta, a suo dire, esclusivamente politica: «Ritengo che la soluzione adottata sia stata il risultato della necessità e forte volontà di favorire determinate” correnti” interne al partito attraverso la nomina del signor Tassotti, con il conseguente ingresso in Consiglio Comunale, mediante surroga, del signor Troli. È questa impostazione politica, unita al metodo con cui è stata perseguita, che non posso condividere. La mia decisione nasce da una questione di coerenza, di rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e di fedeltà ai principi che hanno sempre ispirato il mio impegno pubblico, e non da aspettative personali o dal mancato ottenimento di incarichi».

 

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