A San Benedetto le biciclette sono sempre più protagoniste della mobilità urbana, ma la città continua a fare i conti con un problema tanto evidente quanto irrisolto: da una parte biciclette legate ovunque a pali, alberi e arredi urbani, dall’altra rastrelliere (poche) spesso deserte e utilizzate ben al di sotto delle loro potenzialità.

Bici attaccate ad un albero
Le immagini raccontano bene questo paradosso. Da un lato un gruppo di biciclette ammassate attorno a un albero, con inevitabili disagi per il passaggio dei pedoni e per il decoro urbano; dall’altro una moderna rastrelliera completamente vuota, installata sul ponte dell’Albula, in un punto che molti considerano poco strategico.
Il problema, segnalato da tempo da residenti e frequentatori della città, riguarda soprattutto la carenza di spazi realmente funzionali dove lasciare la bicicletta. In molte zone del centro e del lungomare chi si sposta sulle due ruote fatica a trovare parcheggi dedicati vicini ai luoghi di interesse, alle attività commerciali o alle aree maggiormente frequentate. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: pali della segnaletica, alberi e marciapiedi diventano punti di sosta improvvisati.
La rastrelliera installata sul ponte dell’Albula rappresenta, secondo diversi cittadini, un esempio delle difficoltà di pianificazione. Pur essendo nuova e facilmente accessibile, si trova infatti in una posizione considerata da molti un “punto morto”, più un luogo di passaggio che una destinazione finale. Non a caso, mentre le biciclette continuano ad accumularsi in altre zone della città, gli stalli del ponte restano spesso vuoti.

Rastrelliera vuota sull’Albula
La questione va comunque oltre il singolo caso. A San Benedetto le rastrelliere sono ritenute da molti insufficienti rispetto al numero crescente di biciclette in circolazione e, in alcuni casi, poco visibili o collocate lontano dalle reali esigenze degli utenti. Un problema che alimenta il malcontento sia dei ciclisti, che spesso non sanno dove parcheggiare in sicurezza, sia dei pedoni, costretti a convivere con biciclette lasciate in modo disordinato lungo i percorsi urbani.
La diffusione della mobilità sostenibile passa anche da questi dettagli: aumentare il numero delle rastrelliere e collocarle nei punti realmente attrattivi della città potrebbe essere il primo passo per risolvere un paradosso che oggi vede convivere, a poche centinaia di metri di distanza, parcheggi per biciclette sempre pieni e altri praticamente inutilizzati.














