Padre Gianfranco Priori, il “Frate Mago”

Un pienone “classico”, quello registrato ieri al Santuario della Madonna dell’Ambro in occasione della festa di Ferragosto. Difficile dire quanti siano stati i visitatori che si sono recati presso la meta religiosa: quel che è certo è che la tradizione dell’Assunta si è pienamente rinnovata.

 

A giocare un ruolo fondamentale è stato, probabilmente, il desiderio di raggiungere territori dove il fresco è di casa, dopo giorni di afa intensa andati in scena in tutte le Marche. I partecipanti hanno riempito ogni lembo delle sponde dell’Ambro, posizionandosi con tanto di tende al seguito. Tutti pieni anche i locali d’accoglienza.

 

Un flusso continuo è quello che ha interessato la chiesa, dalle 8 alle 19, senza soluzione di continuità tra momenti liturgici e di contemplazione artistica e spirituale. Devoti che non hanno intrapreso il viaggio solo da Marche, Umbria e Abruzzo, ma anche da Puglia, Sicilia, Piemonte, Veneto, Lombardia: dimostrazione plastica che i territori del cratere possono – anzi devono – essere oggetto di interesse, investimenti, progetti di riqualificazione e promozione. Soprattutto quello dei Sibillini, i cui sentieri attendono di essere scoperti dalle nuove generazioni.

 

E’ in questa cornice che ha potuto esibirsi anche padre Gianfranco Priori, noto nella comunità locale come il “Frate Mago”: «Ho visto un gruppo di amici da Civitanova Marche, che sembravano volermi chiedere qualcosa – spiega – per cui sono andato a prendere un mazzo di carte classico e ho passato mezz’ora a giocare con loro. Porteranno a casa l’eco dei Sibillini, terra magica, delle Sibille e di Frate Mago, che con le carte ci fa sognare. Bisogna scommettere sulla vita: c’è sempre qualcosa da estrarre. Per essere felici non bisogna cercare cose strane, ma l’autenticità, la montagna, l’Assunta, colui che ti vuol bene. E’ quella la carta vincente della vita».

 

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