
Nove entrate, diciotto uscite, dieci rinnovi. L’ultimo, in ordine di tempo, quello di Nicolas Rizzo, che ha prolungato il contratto fino al 2028 questa mattina. Con questi numeri, aggiungendo la soddisfazione per quanto fatto, il direttore sportivo Matteo Patti ha aperto la conferenza stampa di consuntivo della sessione estiva 2026-2027, tenuta questa mattina nella sala stampa del Del Duca.
Il tema più atteso era inevitabilmente quello del terzino destro, rimasto scoperto dopo il grave infortunio di Alagna. Patti ha spiegato la situazione con chiarezza: «È abbastanza evidente che l’infortunio di Alagna ad oggi non è stato rimpiazzato. Ma questo non è avvenuto perché abbiamo sempre fatto operazioni mirate e attente agli equilibri sia di squadra che tecnico-tattici del mister. Non faremo mai un acquisto solo per rimpiazzare una posizione o un nome, ma solo profili funzionali al progetto». Sul tentativo per Gyasi: «Avevamo individuato in lui un elemento che poteva darci una mano, ma dopo aver trovato l’accordo con tutte le parti il Palermo ha esercitato il diritto di tenerlo e abbiamo deciso di non andare su altri profili che non convincevano appieno. Non avevamo fretta di intervenire perché abbiamo Oliveri, su cui confidiamo molto, e Milanese che si sta disimpegnando egregiamente. La valutazione con il mister è stata quella di non intervenire in maniera sconclusionata solo per far vedere che è stato fatto un acquisto: a noi di andare sul giornale con un applauso per aver portato un nome non interessa».

Matteo Brunori con il direttore sportivo Matteo Patti sul terreno del “Del Duca” (foto Ascoli Calcio)
Patti si è poi soffermato sui tre acquisti più rappresentativi della sessione. Su Gattoni: «Cercavamo un difensore e nasce questa opportunità grazie a un contatto che segnalava la sua uscita dal Siviglia e il fatto che avesse origini italiane, per di più ascolane. Lì si sono accese le lampadine. C’è stato un grandissimo lavoro di convincimento per un ragazzo che ha giocato nel Siviglia, nel River Plate, è stato capitano del San Lorenzo e all’Anderlecht. E’ un calciatore duttile e rapido, ha giocato sia sul centro-sinistra sia sulla destra, tornando al discorso terzino lì potrebbe giocarci anche lui ma sono valutazioni che spettano al mister con cui è tutto estremamente condiviso». Su Ricci: «Era libero e stavamo valutando se andare su un under o un over per la questione della lista. Quando abbiamo deciso per un over, è capitata la coincidenza che non trovasse l’accordo con altre squadre e lo abbiamo preso». Su Brunori: «È stata l’operazione più carina. Sembrava la più difficile ma è stata la più facile perché c’era la volontà del ragazzo e degli agenti. Visto quello che proponiamo, la piazza, il grande entusiasmo e la curva nuova, la cosa è partita da lui e dai suoi agenti. Quando abbiamo percepito la reale possibilità di farlo abbiamo affondato e siamo riusciti a portarlo qui con orgoglio. Per massima trasparenza, credo sia normale che le squadre che cedono partecipino all’ingaggio quando un calciatore ha una sorta di svalutazione in uscita. Di percentuali preferisco non parlare perché non è elegante, ma c’è una percentuale a carico del Palermo».
Gattoni, Ricci e Brunori, ma non solo: «Oltre a quelli citati, non dimentichiamoci di De Pieri, che ha esordito in Champions, Perciun, Oliveri scuola Atalanta e Bolsius, per il quale ci è voluto coraggio a prendere un ragazzo del ’98 che stava in C con un problema fisico due anni fa. C’è uno studio importante dietro. Lo Scalzo? Puntiamo su di lui. Se fosse arrivato un altro giocatore offensivo, Lo Scalzo sarebbe dovuto uscire per giocare. Non lo abbiamo preso perché non c’era quella caratteristica netta che cercavamo e abbiamo deciso di puntare su di lui, vedendo che sta crescendo molto e che siamo coperti davanti».
Sul fronte uscite, Patti ha confermato che Del Sole era l’operazione più complicata: «Un po’ di nervosismo l’ha creata la sua situazione, visto l’infortunio e la trattativa con il Foggia, ma nell’ultimo giorno siamo riusciti a rimetterla in piedi di comune accordo, spiegando che si era trattato solo di un piccolo inciampo». Su Menna e Raffaelli, gli unici due ancora senza sistemazione: «Al di là di chi li ha contrattualizzati, sono calciatori dell’Ascoli e oggi sono dentro. Confido nella buona volontà di tutti nel trovare una soluzione che oggi può essere solamente la Serie D».

Manuel Alagna in azione durante l’amichevole di Rieti contro il Frosinone (foto Pietro Festuccia)
Sul posto libero nella lista over lasciato da Alagna: «C’è la possibilità di escluderlo perché non sarà disponibile almeno fino a febbraio o marzo, e a gennaio potremo intervenire nuovamente. Abbiamo un posto libero volutamente: c’è uno studio dietro. Non so se la casella verrà colmata o meno, ma lasciamo una porta aperta qualora ci fosse qualcuno funzionale alle nostre condizioni tattiche».
Una domanda sulle voci di mercato fantasiose circolate sui social ha aperto la riflessione più ampia della conferenza, quella sull’obiettivo della stagione: «Credo fermamente che l’obiettivo di quest’anno sia rimanere uniti. Al di là della classifica, abbiamo costruito qualcosa di importante l’anno scorso unendoci. Quando siamo arrivati abbiamo trovato questo scudetto per terra in un angolino, rotto e impolverato, e tutti avevano quasi paura di toccarlo. Con un pizzico di incoscienza e coraggio, tutti insieme lo abbiamo raccolto, ripulito e lucidato, e adesso comincia a emanare luce. Il problema che potrebbe disunirci è se qualcuno comincia a sgomitare per farsi riflettere addosso questa luce. Dobbiamo rimanere uniti affinché questo scudetto diventi un sole. Se iniziamo a sgomitare dicendo “io ho portato Brunori”, “io ho dato la notizia”, “io ho fatto l’abbonamento”, rischiamo di far cadere di nuovo lo scudetto. L’appello che faccio è di rimanere uniti mano per mano per lucidare questo scudetto glorioso che ci permette di gioire, soffrire ed essere vivi».
Chiusura sul momento positivo vissuto dall’ambiente: «Non mi aspetto nulla nel senso che lavoro per far sì che le cose avvengano. Siamo una squadra che continuerà a crescere perché conserva lo spirito dello scorso anno. Il primo obiettivo rimane la salvezza, poi a marzo vedremo». Sull’entusiasmo della tifoseria: «È una cosa fantastica ed emozionante. La parola chiave di quest’anno sarà unione. Se riusciamo a rimanere uniti, ogni domenica in casa sarà una festa, un combattere l’uno a fianco all’altro, a prescindere dagli obiettivi di classifica».
Chiosa sulla possibilità di riaprire la campagna abbonamenti: «So che ne stavano parlando per capire se riaprirla o meno, ma negli ultimi giorni di mercato ero concentrato su altro e non saprei dire a che punto sia la discussione. È un argomento quotidiano che va affrontato con massima trasparenza e rispetto per tutti».














