Otto ore di sciopero mercoledì 21 ottobre, con un presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Barilla di Ascoli Piceno. È la prima iniziativa del pacchetto di 16 ore di astensione dal lavoro proclamato a livello di gruppo da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, che confermano lo stato di agitazione dopo il mancato accordo con l’azienda.

Il sito ascolano della Barilla

La mobilitazione si svolge nella stessa giornata in cui è previsto il tavolo di crisi sulla vertenza convocato dalla Regione Campania, con l’obiettivo di sostenere la trattativa e chiedere un ripensamento sul piano aziendale.

La protesta riguarda in particolare la cessione dello stabilimento di Marcianise e dei mulini di Castelplanio e Altamura. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nell’incontro del 16 ottobre con il coordinamento nazionale delle Rsu non sono emersi segnali di apertura da parte del gruppo per riprendere il confronto sulle richieste avanzate dai lavoratori. I sindacati segnalano inoltre la possibilità che nei prossimi giorni vengano avviate le procedure di cessione dei siti, un’ipotesi che, se confermata, aggraverebbe la vertenza.

Le sigle chiedono a Barilla di rivedere le decisioni annunciate e di ripristinare un confronto preventivo sulle scelte che incidono sull’organizzazione del lavoro e sul futuro degli stabilimenti.

A sottoscrivere la comunicazione sono Ilario Valori per la Flai-Cgil, Eugenio Zallocco per la Uila-Uil e Francesca Monaldi per la Fai-Cisl. Le restanti otto ore di sciopero saranno definite nell’ambito del pacchetto proclamato per l’intero gruppo.

A questi si è aggiunta Stefania Michael, segretario provinciale Ugl Agroalimentare di Ascoli Piceno che, in una nota, dichiara: «L’azienda dia risposte concrete. Le famiglie hanno diritto a conoscere le prospettive del proprio lavoro».

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