Dal 1° gennaio 2027 le Soluzioni abitative di emergenza (Sae), realizzate dopo il terremoto del 2016 per accogliere le famiglie rimaste senza casa, passeranno ufficialmente ai Comuni. Un cambiamento che riguarda direttamente anche il Piceno, dove sono state installate complessivamente 253 casette distribuite tra Arquata del Tronto, Montegallo, Force e Acquasanta Terme. Con il trasferimento della proprietà e della gestione alle amministrazioni locali si apre una nuova fase, nella quale la questione centrale sarà garantire la manutenzione delle strutture senza appesantire i bilanci comunali, soprattutto quelli dei centri più piccoli.
Il passaggio è previsto dal decreto-legge post-calamità approvato dal Governo nell’agosto 2026, che fissa al 31 dicembre dello stesso anno la conclusione dello stato di emergenza e dispone, dal giorno successivo, il trasferimento gratuito ai Comuni delle Sae e degli altri edifici temporanei realizzati per ospitare attività economiche e servizi pubblici. Per sostenere le amministrazioni nella gestione del patrimonio è stato previsto uno stanziamento statale di circa 38 milioni di euro a copertura dei costi. Le competenze residue in materia di ricostruzione resteranno invece in capo alla Struttura commissariale fino al 2029.
Il nuovo assetto pone però interrogativi sulle modalità con cui saranno organizzati gli interventi e distribuite le risorse.
Le posizioni dei sindaci del Piceno restituiscono esigenze differenti, legate sia al numero delle strutture presenti nei singoli territori sia alle prospettive di utilizzo una volta conclusa l’emergenza abitativa.

Un villaggio Sae di Arquata del Tronto
ARQUATA DEL TRONTO – È Arquata del Tronto il Comune con il maggior numero di Sae nella provincia, con 211 unità distribuite tra il capoluogo e le frazioni. Il sindaco Franchi auspica che il passaggio di competenze non comporti cambiamenti nell’organizzazione che ha gestito finora le manutenzioni e chiede che le risorse necessarie non vengano semplicemente trasferite nei bilanci comunali.
«Per quanto riguarda la gestione delle Sae, auspichiamo di poter proseguire con l’attuale modalità di gestione, attraverso la convenzione con l’Erap. Riteniamo che questo modello organizzativo stia funzionando bene e ci auguriamo che le risorse destinate alle manutenzioni non vengano trasferite direttamente nel bilancio comunale.

Michele Franchi, sindaco di Arquata
Le manutenzioni, così come vengono gestite oggi nell’ambito della convenzione con l’Erap, rispondono pienamente alle nostre esigenze e garantiscono un sistema operativo che consideriamo efficace. Per questo motivo, riteniamo importante dare continuità all’attuale assetto, senza introdurre cambiamenti che potrebbero compromettere l’efficienza del servizio».
Il sindaco richiama anche le opportunità previste dal nuovo decreto relativo al Mini Cratere, esprimendo soddisfazione per le misure riconosciute ai territori colpiti dal sisma.
«Esprimiamo soddisfazione per le importanti opportunità che, grazie all’impegno del commissario alla Ricostruzione, sono state riconosciute ai nostri territori, tra cui la Zona franca urbana e la stabilizzazione del personale. Si tratta di risultati significativi, che accogliamo con favore e che rappresentano un sostegno concreto per le comunità colpite dal sisma.
Per la gestione delle Sae, la nostra posizione è chiara: auspichiamo di poter continuare a operare come avviene oggi, mantenendo la convenzione con l’Erap e l’attuale sistema di gestione delle manutenzioni, che riteniamo efficace e funzionale».

Il sindaco di Force Amedeo Lupi
FORCE – A Force le Sae sono sette e, secondo il sindaco Amedeo Lupi, si stanno progressivamente svuotando grazie al rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni. Il passaggio ai Comuni viene guardato con preoccupazione soprattutto per le ricadute economiche che potrebbe avere su un’amministrazione con risorse limitate. Allo stesso tempo, il Comune sta valutando come valorizzare le strutture in prospettiva, anche in relazione alle attività sportive presenti sul territorio.
«Nel nostro Comune abbiamo solo sette Sae, che si stanno progressivamente svuotando grazie al rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni.
Sono preoccupato della situazione perché, con il passaggio della gestione ai Comuni, il rischio è che i costi di manutenzione diventino troppo pesanti per i piccoli Comuni, che non hanno risorse sufficienti per sostenerli. Per questo è fondamentale che ci vengano messe a disposizione risorse adeguate.
La nostra intenzione è continuare a utilizzare le Sae come abitazioni finché sarà in vigore lo stato di emergenza. In seguito, vorremmo metterle a disposizione del territorio, valorizzandole anche grazie alla vicinanza agli impianti sportivi, dove sono in fase di completamento i campi da tennis e padel e la piscina.
L’obiettivo è trasformare una possibile difficoltà in un’opportunità per il territorio».

Il sindaco di Acquasanta Terme Sante Stangoni
ACQUASANTA TERME – Diversa la situazione ad Acquasanta Terme, dove le Sae sono sei. Il sindaco Sante Stangoni spiega che il Comune ha provveduto direttamente alla loro manutenzione, fatta eccezione per lo sfalcio dell’erba nell’ultimo anno, e guarda a un possibile utilizzo futuro legato soprattutto al turismo, senza escludere la risposta a situazioni di disagio abitativo.
«Le nostre Sae sono sei e quindi sono poche. Di conseguenza, fino ad oggi ce le siamo comunque manutenute da soli, se non nell’ultimo anno per lo sfalcio dell’erba. Noi contiamo di riutilizzarle principalmente per il turismo, ma anche eventualmente per il disagio abitativo. Per ora sono tutte occupate e già un paio le abbiamo riutilizzate per il disagio abitativo».
La distribuzione delle 253 Sae nel Piceno
Il quadro provinciale comprende quattro Comuni, con una netta prevalenza di Arquata del Tronto, che concentra oltre l’80% delle strutture.
Arquata del Tronto: 211 Sae, distribuite tra Arquata capoluogo (25), Pescara del Tronto (27), Piedilama (34), Pretare (42), Faete (13), Spelonga (16) e Borgo di Arquata (54, di cui 44 realizzate nella prima fase del 2017 e altre 10 aggiunte nel 2019).
Montegallo: 39 Sae, di cui 34 a Balzo, il capoluogo, e cinque nella frazione di Uscerno.
Force: 7 Sae, concentrate in un’unica area residenziale.
Acquasanta Terme: 6 Sae, nella frazione Centrale, destinate alle famiglie rimaste senza abitazione, soprattutto nelle zone montane interne.













