Martedì l’Ascoli è atteso dal turno infrasettimanale. La Sampdoria arriva al “Del Duca” (calcio d’inizio alle 20) in una fase delicata della propria stagione. Il cambio in panchina, con l’esonero di Bernardo Corradi e la firma di Luca D’Angelo, racconta le difficoltà incontrate dai blucerchiati nelle prime giornate di campionato: solo 5 punti (una vittoria e due pareggi), con 8 gol segnati e 16 subiti.
Il primo elemento da considerare è la discontinuità tecnica. D’Angelo è stato ufficializzato il 22 ottobre e ha avuto pochissimo tempo per lavorare con il gruppo prima dell’esordio contro il Südtirol, finito 1-1. Il nuovo allenatore ha dichiarato di voler costruire una squadra «dinamica, verticale, che abbia voglia di attaccare e provi a invadere la metà campo avversaria».

I numeri della Samp
La squadra vista a Bolzano è partita con un 4-3-2-1, con Lauritsen come riferimento offensivo e Verschaeren e Begić alle sue spalle. In mezzo al campo Henderson, Abildgaard e Makoumbou, mentre sulle corsie esterne hanno trovato spazio Di Pardo e Depaoli, poi sostituito da Cicconi per infortunio.
I dati raccontano una squadra capace di tenere il pallone (media possesso 51%), ma poco efficace nel proteggere la propria porta.
L’ultima partita suggerisce quindi che D’Angelo potrebbe puntare anche su una squadra più compatta, pronta a rinunciare al possesso per ripartire. L’Ascoli dovrà muovere il pallone, costringendo la linea difensiva blucerchiata a scivolare e a lasciare spazi tra i reparti. Un’altra chiave riguarda le corsie esterne. Il 4-3-2-1 utilizzato a Bolzano prevede due giocatori dietro la punta e due terzini chiamati a garantire ampiezza. Se questi ultimi si alzeranno per accompagnare l’azione, l’Ascoli potrà provare a colpire alle loro spalle, soprattutto con transizioni rapide.

L’Ascoli sotto la curva
Occhio al rendimento esterno. Prima del pareggio di Bolzano, la Sampdoria aveva perso 3 trasferte consecutive in campionato. In queste gare aveva subito nove gol e ne aveva segnati soltanto due.
Il pareggio contro il Südtirol ha interrotto la serie di sconfitte, ma non ha ancora portato la prima vittoria lontano da Genova. Ma i ragazzi di D’Angelo arrivano al “Del Duca” con un allenatore nuovo e una motivazione diversa: una squadra in difficoltà può reagire proprio quando la situazione sembra più complicata.
Per i bianconeri sarà quindi fondamentale non concedere un vantaggio iniziale, tendenza che sembra diventata comune, e non permettere così agli avversari di trasformare la partita in una gara di nervi.
























































