
Il gruppo Donne Democratiche del Piceno riunite davanti alla sede del Consultorio di Ascoli per un recente incontro
L’intitolazione di alcuni spazi pubblici di San Benedetto del Tronto alle 21 Madri costituenti è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. La proposta era stata avanzata dalle Donne del Pd e presentata in aula da tutte le consigliere di minoranza. Un voto accolto con soddisfazione dalle Donne democratiche della provincia di Ascoli Piceno, che sottolineano il valore del riconoscimento e l’importanza di mantenere viva la memoria delle donne che contribuirono alla nascita della Repubblica e della Costituzione.
«È un passaggio importante che non deve essere considerato solo formale – dichiara la portavoce provinciale delle Donne democratiche, Valentina Bellini – Al contrario, ci troviamo di fronte all’oggettivo arretramento delle donne nel percorso per la piena cittadinanza sociale e politica».
Bellini richiama, in particolare, il dibattito sulla futura legge elettorale, che a suo giudizio ridurrà sensibilmente la presenza femminile in Parlamento, la diminuzione dei servizi sociosanitari fondamentali per le donne, a partire dai consultori, e il persistere della violenza di genere.
«La memoria non è mai solo forma, specie in questa circostanza: ricordare la partecipazione delle donne sin dalle fondamenta della nostra democrazia significa riflettere sull’importanza, ma anche sulla fragilità delle conquiste che abbiamo ottenuto con tanta fatica», aggiunge.
La portavoce provinciale estende quindi le proprie considerazioni ad alcuni episodi recenti che hanno interessato la città, ritenuti indicativi di quanto resti da fare sul fronte della parità di genere. Tra questi, il conferimento del Gran Pavese rossoblù, la massima onorificenza cittadina, a una sola donna, nonostante le numerose candidature presentate dalle consigliere comunali. Bellini contesta inoltre la premiazione di una persona che avrebbe pubblicato sui social post definiti grossolani e sessisti sulla manifestazione Donne in Rosa, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sul tumore al seno.
Sulla vicenda era intervenuta nei giorni scorsi anche la portavoce regionale delle Donne democratiche, Luisa Cecarini, chiedendo al sindaco una presa di distanza dai contenuti pubblicati.
«Quel post, con foto e commenti sintomo di una mancanza di sensibilità verso un’iniziativa che promuove il benessere e la salute femminile ed è segno di speranza per tante donne che hanno attraversato una malattia così devastante, ci amareggia», aveva dichiarato Cecarini.
La portavoce regionale aveva quindi sollecitato una posizione chiara da parte del primo cittadino: «Il rispetto passa anche da questi gesti, non possono essere sempre le donne a indignarsi, abbiamo bisogno di fatti e gesti concreti».
L’approvazione dell’intitolazione alle Madri costituenti rappresenta dunque, per le Donne democratiche, un riconoscimento del contributo femminile alla storia repubblicana, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di tradurre il principio della parità in comportamenti e scelte concrete.
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