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Ascoli Picchio: l’ultimo posto frutto
di tanti errori e scelte sbagliate

SERIE B - Scoppia la crisi dopo la terza sconfitta consecutiva (9 gol subìti). L'assenza del presidente Bellini, l'inesperienza dei dirigenti e di molti giocatori, la rabbia dei tifosi

 

La squadra a fine gara sotto la curva sud davanti ai tifosi imbestialiti (Foto Sandro Perozzi)

 

di Bruno Ferretti

Ultimo in classifica. Da solo perchè le altre tre cenerentole hanno fatto punti compiendo un passetto in avanti. Una mortificazione per l’Ascoli Picchio (sconfitto al “Del Duca” dal Foggia) e i suoi tifosi. Questi ultimi non la meritano per la passione con cui seguono la squadra sia in casa che in trasferta. Vero è che l’Ascoli ha perso la metà delle partite fin qui disputate (7 su 14) di cui tre in casa contro Novara, Frosinone e Foggia. Dopo una serie di 6 risultati utili consecutivi, che aveva fatto sorgere altri pensieri, sono arrivate tre sconfitte di fila con 9 gol incassati e solo 2 realizzati.

Carpani tra il ds Giaretta e l’ad Cardinaletti che è stato contestato dai tifosi (Foto Perozzi)

Con i numeri c’è poco da discutere. Nessuno può negare che a Bari e a Carpi l’Ascoli sia stato penalizzato da evidenti errori arbitrali, ma non si può continuare a recriminare all’infinito. Occorre reagire. E in fretta.

L’ultimo posto in classifica è un dolore per chi ama l’Ascoli, ma non deve meravigliare più di tanto. Perché è anche frutto dei tanti errori commessi. Dirigenza, squadra, staff tecnico: ognuno ha la sua parte di responsabilità. Al mercato l’Ascoli – impegnatissimo a vendere Orsolini alla Juve – ha ingaggiato calciatori provenienti dalla Lega Pro o dal campionato Primavera. Gente che non conosceva la Serie B. E’ stata costruita una squadra inferiore a quella del passato campionato sia dal punto di vista tecnico che agonistico. E dopo un avvio piuttosto incoraggiante, sono emersi i difetti. L’assenza del presidente Bellini, l’inesperienza della dirigenza, i continui cambi effettuati in Corso Vittorio (ultimo quello dell’avvocato Valori che se ne è andato dopo poco più di tre mesi), uno staff tecnico improvvisato (Maresca esordiente assoluto, Fiorin ha allenato solo nel settore giovanile) e mettiamoci pure alcuni infortuni di pedine importanti. Insomma una serie di cause che hanno fatto perdere quota al Picchio fino a diventare fanalino di coda.

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