Devono rispondere del reato di “bancarotta semplice documentale” i titolari di un autosalone ascolano fallito nel 2014. Secondo l’accusa nei tre anni antecedenti la dichiarazione di fallimento, i libri contabili e le altre scritture previste dalla legge erano stati tenuti in maniera irregolare e incompleta ed inoltre erano state contabilizzate poste attive inesistenti ed erano state mese cessioni di auto non regolarmente contabilizzate. In precedenza nei confronti dei due ex titolari era stato emesso un decreto penale di condanna con una pena pecuniaria di 15.000 euro a testa in sostituzione di una condanna a due mesi. Tale decreto è stato impugnato e così si è aperto il processo di fronte al giudice Claudia Di Valerio. I due imputati sono difesi dall’avvocato Mauro Gionni. Durante l’udienza di ieri mattina è stato ascoltato il curatore fallimentare che ha evidenziato alcune “incertezza” nella tenuta della contabilità.
CRAC
Autosalone in bancarotta,
contabilità “fantasma”
ASCOLI - Sotto accusa sono finite in particolare e scritture contabile non tenute secondo la legge e alcune cessioni di auto non contabilizzate regolarmente
05 Dicembre 2017 - Ore 09:09 - 636 letture
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