Fabrizio Castori deluso e amareggiato commenta il 2-1 pochi minuti dopo il triplice fischio

di Claudio Romanucci

Allo stadio, dove oltre alla pioggia soffiava la gelida aria per uno scontro ai limiti dell’ultima spiaggia, c’era anche l’ex bomber Andrea Soncin, atteso in città per partecipare a un convegno sullo sport. I tifosi, come annunciato, hanno riposto l’ascia di guerra e sostenuto la propria squadra. Dall’altra curva, la nord, i circa 170 romagnoli hanno seguito al coperto una gara per loro negativa: per il gioco espresso e per i risultati. Sul fronte opposto, e cioè la sud, gli ultras dell’Ascoli hanno riservato a Daniele Cacia (non in gran giornata e aggancio al record di gol in B rinviato) il coro al momento della sostituzione e, dopo il triplice fischio, un ideale abbraccio anche al tecnico Fabrizio Castori.

Il volto del tecnico di Tolentino è inequivocabile: non è rimasto contento del suo Cesena, rimasto in partita dal gol di Fedele, raccolto con poco merito alla fine del primo tempo, fino all’espulsione dello stesso Fedele. La caduta al “Del Duca” complica il suo cammino. «La nostra sconfitta è frutto di errori e ingenuità. Non era mai successo, ho visto una gestione di atteggiamenti superficiale. Ho chiesto in settimana attenzione ma oggi non sono stato ripagato. La squadra ha commesso leggerezze: in dieci siamo capitati tre volte davanti al portiere. Sotto di un gol e con l’uomo in meno tutto è diventato più difficile». Infine il saluto ai tifosi del Picchio: «Oggi a noi è andata male, ma a loro va il mio saluto affettuoso».

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