
Gaetano Monachello in conferenza stampa nella sede di Corso Vittorio
di Bruno Ferretti
«Ero stanchissimo e il pallone… sembrava più pesante. Intorno a me un silenzio irreale, quasi tombale. Era un rigore decisivo e non potevo sbagliarlo. Mancavano cinque minuti alla fine e avvertivo una grande tensione. Poi il portiere (Sala, ndr) è stato con me nelle giovanili dell’Inter e quindi mi conosceva. Finalmente è arrivato il momento di tirare. Ho calciato di piatto sinistro, abbastanza forte e angolato. E’ andata bene, è finita dentro. E abbiamo vinto una partita fondamentale». E’ il racconto di Gaetano Monachello, l’attaccante bianconero che ha risolto la prima sfida salvezza contro la rivale Ternana. E’ stato un gol da ex visto che fra le tante squadre in cui ha giocato c’è anche la Ternana nel girone di ritorno del passato campionato.
Monachello, l’Ascoli può ancora salvarsi ?
«E’ stata una vittoria importante ma adesso dobbiamo insistere su questa strada. Da quando sono ad Ascoli non abbiamo mai vinto due partite i file e dobbiamo provarci sabato a La Spezia. Ci sono undici partite da giocare, le distanze sono minime e io credo nella salvezza. Come ci credono tutti i miei compagni. Se restiamo compatti e giochiamo con lo spirito giusto come abbiamo fatto contro la Ternana, possiamo farcela».

Il rigore contro la Ternana (Foto Edo)
La sua esultanza dopo il gol è stata interpretata da qualcuno come una sorta di provocazione. Con chi ce l’aveva?
«Con nessuno. Ho esultato spontaneamente senza intenzione di offendere qualcuno. Ero solo tanto contento di aver segnato, e forse è uscita fuori la rabbia che avevo accumulato prima di tirare. Sono andato verso la bandierina del corner agitando le braccia in maniera istintiva. Poi mi hanno raggiunto tutti i compagni, compresi quelli della panchina e anche Gianluca (Carpani, ndr) con le stampelle per l’infortunio. Ho provato una grande gioia».
Lei ha realizzato 3 gol con l’Ascoli e, prima, uno con il Palermo, pertanto è a quota 4. Si prefigge un obiettivo personale?
«Sono sincero. Mi interessa solo raggiungere la salvezza con l’Ascoli. Far gol è sempre importante per un attaccante ma molto di più conta l’obiettivo della squadra. Nelle ultime partite ho fatto più il rifinitore, lavorando per la squadra, che la punta. Lo faccio volentieri anche se devo correre tantissimo. E’ la situazione di classifica che ci porta a giocare in un certo modo, ma sono convinto che riusciremo a venirne fuori».

L’esultanza dopo il gol (Foto Edo)
Come mai il suo compagno di reparto Ganz sta facendo fatica a giocare?
«E’ un ottimo attaccante, con tante qualità. Lo posso garantire. Si allena con impegno e va sempre al massimo però, magari, attraversa un periodo difficile, agli attaccanti può capitare. Comunque partecipa con impegno insieme a tutti, pensate che sabato ha rischiato di farsi cacciare dalla panchina per come gridava».
La difesa con Padella, Mengoni e Cherubin sta dando buoni frutti.
«Sono giocatori di grande esperienza che conoscono bene il campionato. Anche Gigliotti, quando è entrato, pur schierato in un ruolo non suo cioè alto a sinistra, ha fatto bene. Mi è piaciuto anche Castellano che ha esordito giocando gli ultimi minuti rendendosi utile».
Monachello, sabato a La Spezia?
«Dobbiamo portare a casa tre punti, o almeno uno. Abbiamo il veleno addosso e io, come ho detto, ci credo. Con tutto il rispetto per lo Spezia, possiamo vincere. Non sarà una patita facile lo so, ma in serie B non ci sono risultati scontati. Se riusciremo a mettere in campo la rabbia di sabato scorso contro la Ternana, possiamo far bene anche a La Spezia».
Gaetano Monachello, 24 anni appena compiuti, è nato a Palma di Montechiaro in provincia di Agrigento. E’ arrivato ad Ascoli in prestito dall’Atalanta dopo aver disputato il girone di andata a Palermo disputando solo 5 spezzoni di partita per un totale di 55 minuti. Nel campionato 2015-2016 ha giocato 10 partite in serie A con l’Atalanta dopo esperienze in B con Lanciano, Bari e Ternana. Monachello ha giocato anche all’estero in 4 Paesi diversi: Cipro (Olympiakos Nicosia), Ucraina (Donetsk), Belgio (Cercle Brugge) e Grecia (Ergotelis). Nonostante la giovane età, insomma, vanta una notevole esperienza. «Giocare all’estero è stata una mia scelta, utile per fare esperienza – rivela Monachello – la speranza è quella di tornare in serie A, ma in questo momento penso solo alla salvezza dell’Ascoli».














