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Alberi sfregiati all’Annunziata
«Insensibilità ed ignoranza»

ASCOLI - Il professor Camillo Di Lorenzo, docente di scienze, botanica, patologia e entomologia presso l'Ulpiani, interviene sui sempre più frequenti gesti irrispettosi verso il verde. «Un modus operandi che genera messaggi diseducativi devastanti, ancor di più quando le scelte provengono da un ente pubblico»

Uno degli alberi usati come segnali stradali all’Annunziata (foto Vagnoni)

di Luca Capponi 

«Qualsiasi ferita inferta ad un albero è un danno diretto che comporta un notevole consumo di energie a cui si aggiunge l’esposizione alla penetrazione di patogeni capaci di ridurre la vigoria della pianta e indebolirla anche dal punto di vista strutturale».
Eppure c’è chi non ritiene opportuno indignarsi per un paio di chiodi. C’è anche chi tira in ballo la sicurezza stradale o il fatto che certi gesti incivili in realtà non nuocciano più di tanto alle piante. Certo è che, di recente, Ascoli non si è fatta mancare nulla in materia di sfregio ambientale: alberi usati come bacheche addobbati con tanto di scotch e puntine, alberi come lavagne per inciderci i propri pensieri e, ultimi arrivati, gli alberi trasformati in segnali stradali nei pressi dell’Annunziata: una decina, con tanto di chiodi conficcati nella corteccia e catarifrangenti in esposizione.

Il professor Camillo Di Lorenzo

A parlarne è il professor Camillo Di Lorenzo, docente di scienze, botanica, patologia e entomologia presso l’Istituto Tecnico “Celso Ulpiani”, dove è anche responsabile del laboratorio di scienze, microbiologia e fitopatologia. Insomma, non proprio l’ultimo arrivato.
«Se da un lato è fondamentale potenziare il verde, al contempo è necessario dare alle piante l’importanza e il rispetto che meritano. Ecco perché l’utilizzo degli alberi come fossero bacheche di legno è un gesto di insensibilità ed ignoranza che genera messaggi diseducativi devastanti, ancor di più quando le scelte provengano da un ente pubblico. -spiega- È vero che ci sono illustri architetti e artisti che hanno decorato gli alberi di parchi con veli e giocato con le luci, ma come scelta artistica momentanea e rispettosa. C’è sempre chi afferma che ci sono problemi più gravi di questi: è vero che ci sono scarsissimi spazi verdi fruibili, una scadente qualità del verde e interventi errati di manutenzione, ma i due aspetti vanno di pari passo e l’uno non esclude l’altro, anzi, trattare in modo rispettoso gli alberi crea un circuito virtuoso che educa i cittadini e genera qualità. Molti errori di progettazione e di cura del verde in ambiente urbano si commettono a causa della mancanza di conoscenze relative all’anatomia e fisiologia degli alberi. Conoscenze che producono amore e rispetto».
Di Camillo, poi, si sofferma, sull’importanza del verde nei contesti urbani. E non solo. Fatti che dovrebbero essere acclarati, e invece…

Gli alberi dell’Annunziata

«Da più di 30 anni insegno botanica e fitopatologia e più volte nelle lezioni affronto tale tema. -continua- Tutto inizia dalla conoscenza delle piante come esseri viventi: la loro morfologia anatomia e fisiologia ma soprattutto il ruolo che svolgono nell’ecosistema. Una volta che ho raggiunto gli obiettivi prefissati non ho bisogno di spiegare l’importanza delle piante per la vita dell’uomo sia dal punto di vista alimentare che della sua salute, in quanto tutto ciò scaturisce automaticamente. Anche l’arboricoltura e cioè la tecnica di utilizzare alberi ed arbusti per scopi produttivi, ornamentali e paesaggistici diventa molto più semplice quando il ragazzo riesce ad interpretare il complesso linguaggio degli alberi». Una parola, complesso, usata a ragione. «Ebbene sì, gli alberi non sono meno viventi degli animali solo perché non c’è locomozione, ma costituiscono un sistema che, pur partendo da basi biologiche comuni, sviluppa connessioni e relazioni incredibilmente sofisticate. -conclude Di Lorenzo- Proprio a proposito del movimento (da non confondere con locomozione) per certi versi le piante si muovono più degli animali: si pensi alla loro crescita illimitata, alla diffusione di spore, semi e frutti e all’espansione di rizomi e stoloni».

Segnali stradali attaccati coi chiodi Lo sfregio agli alberi dell’Annunziata


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