Serse Cosmi nella sala stampa del “Del Duca” pochi minuti dopo il fischio finale

di Claudio Romanucci

L’Ascoli mette il turbo. Decimo punto in quattro partite, seconda vittoria di fila e recupero del gruppo in lotta per la salvezza diretta. Tanta roba, inimmaginabile soltanto tre settimane fa. La squadra ha cambiato pelle, dalla prova col Bari ha portato con sè la determinazione e riesce anche a proporre sprazzi di buon gioco. Contro un brutto Carpi, falloso spesso più del lecito, il Picchio è stato ancora capace di partire subito forte: la difesa, dal canto suo, è stata in grado di disattivare il temibile bomber di Treia Melchiorri.

Serse Cosmi al triplice fischio ha abbracciato il suo vice Fabio Bazzani, poi tutti gli altri. «Il merito a questo gruppo è quello di essere stato in grado di toccare il fondo e di ritrovare le energie – ha detto in sala stampa – sono felice per la squadra, quando vinci queste partite tutto l’ambiente è positivo e, aggiunto, propositivo. Io sergente di ferro? No. Ho sempre dato il meglio, forse qualcuno pensava che ero il “dottor Morte”, capace di accompagnare le anime verso la categoria inferiore. Non è così. Abbiamo recuperato sulle altre, adesso dormiamo più leggeri».

Cosmi ha rivolto un plauso al pubblico: «Ci sono poche tifoserie in grado di dare la differenza: questa è una piazza in grado di farla. Credo che tutto stanno percependo il momento. Sono anche contento per il gol di Mengoni, mancano alla marcatura anche gli altri Gigliotti e De Santis. Ganz oggi ha fatto esattamente (non era facile) quello che doveva fare. Non riuscivamo a gestire quel pallone in quel determinato momento. Da lui ci aspettiamo 3 o 4 gol pesanti per rendere migliore il nostro campionato. Speriamo che l’infortunio di Pinto non sia grave, in quel ruolo ci sono Mignanelli e Martinho. Varela? Oggi avevamo bisogno di un giocatore che attaccasse la profondità, lui ha anche la gamba, Clemenza è per altri tipi di partita. Agazzi è un altro dei nostri valori aggiunti.

Calabro, allenatore del Carpi

Il tecnico del Carpi, Antonio Calabro, è scontento della prova offerta dai suoi al “Del Duca”: «Sapevamo l’atteggiamento che avremmo trovato, purtroppo ci siamo cascati. Ci aspettavamo un Ascoli aggressivo, i bianconeri l’hanno gestita bene: è normale che i primi ad essere arrabbiato devono essere i nostri giocatori, nonostante i 48 punti a 8 gare dal termine. Carpi falloso? Non mi è sembrato. Agazzi ha fatto una gran parata e ha permesso all’Ascoli di rimanere avanti e di gestire».

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