
Arquata oggi (Foto Andrea Vagnoni)
Paura. Non per i crolli, ma per le persone. Che a livello psicologico, e si può ben comprendere, rischia di produrre molti più danni su una popolazione mentalmente provatissima. La scossa di martedì mattina alle 5,10, magnitudo 4,6 con epicentro a Muccia, in provincia di Macerata, ha riportato la comunità di Arquata de Tronto (una manciata di chilometri, in linea d’aria, dal comune maceratese) a rivivere nuovamente l’incubo del 2016. «C’era stata una scossa di magnitudo 2,4 qualche ora prima, una cosa irrisoria e appena percettibile con epicentro proprio qui – spiega il vice sindaco Michele Franchi – nulla di paragonabile ovviamente a quella della mattina che è stata breve ma forte. Non ci sono stati danni, il sopralluogo di stamattina ce lo ha confermato, anche perché qui è tutto a terra, le infrastrutture sono già tutte tutte lesionate. Anche le casette hanno retto. Quello che preoccupa sono però i risvolti psicologici sulle persone; risentire un terremoto dopo tanto tempo non so che impatto possa avere sulla popolazione. Dico tanto tempo perché le altre scosse non sono state di questa entità, sono mesi e mesi che non ne sentivamo una così».

Michele Franchi
«Purtroppo, come ho detto in passato, dobbiamo capire che con questo “mostro” bisogna conviverci – conclude Franchi – speriamo solo che lo sciame sia in diminuzione e che ci dia tregua facendoci tornare alla normalità. Magari questa ultima scossa servirà ai politici per tenere alta attenzione qui nelle zone terremotate: non dico che siamo abbandonati ma meritiamo essere considerati ed avere un percorso accelerato di rimozione delle macerie e di ricostruzione»
Lu.Ca.














