
di Stefania Mistichelli
Promuovere l’integrazione sociale e combattere l’emarginazione delle persone con disabilità. Questo l’intento principale del progetto promosso dall’associazione La Meridiana e realizzato insieme alla fondazione Carisap, in collaborazione con le Acli, il comune di Ascoli, l’Area Vasta 5 (e in particolare l’Umea) e l’Isc Luciani San Filippo. Si chiama We Are In, in un gioco di parole a cavallo tra l’espressione inglese che indica la volontà di “esserci”, di essere coinvolti nella propria comunità e nelle relazioni sociali, e l’acronimo che indica le parole Welfare, Accessibilità, Resilienza e Inclusione. «L’obiettivo è coinvolgere le persone con disabilità e le loro famiglie – spiega il presidente dell’associazione La Meridiana Roberto Zazzetti – perché si realizzi una vera inclusione sociale e si combatta la discriminazione. Si tratta di un progetto che prevede diverse azioni tese ad agire sulla persona, sulla famiglia e sulla società, perché si abbatta lo stereotipo che vuole che la disabilità impedisca alle persone di lavorare, di fare sport, di fidanzarsi o sposarsi; in altre parole, di vivere nella società».
Si parte, quindi, dall’intento di aiutare le persone stesse a capire quanto possano far leva sulle proprie capacità residue per tornare a conquistare la propria autonomia e di lavorare sulle famiglie, perché capiscano il limite che passa tra il supporto al proprio congiunto con disabilità e la costruzione di un rapporto di totale dipendenza, per arrivare alla sensibilizzazione sul territorio, perché si abbattano quelle barriere (architettoniche e sociali) che creano emarginazione.
«Se si lavora in modo circolare su famiglia, persona e società – spiega Vinicio Alessandroni dell’Umea – come questo progetto dimostra di voler fare, si possono raggiungere risultati reali a livello di recupero di autonomia della persona e di ritorno ad una vita attiva, che non ruoti solo attorno alle esigenze del proprio congiunto con disabilità, della famiglia».
Diverse le azioni previste dal progetto “We are in”. «In un progetto così composito – spiega Giorgio Bisirri, vice presidente dell’associazione La Meridiana – non si lavora per compartimenti stagni, nonostante le azioni previste sono diverse e ben definite. C’è il peer counseling, cioè l’attivazione di un servizio di accompagnamento delle persone disabili svolta tra pari. Adesso stiamo formando quattro “operatori alla pari” che, sia attraverso uno sportello che aprirà dal primo maggio nei pressi degli uffici dell’Urp dell’ospedale Mazzoni sia spostandoci su richiesta dell’utente, offrirà un accompagnamento alle persone con disabilità teso a promuovere una maggiore consapevolezza sulle proprie risorse e sulla propria capacità di svolgere attività in autonomia. Come seconda azione, attiveremo gruppi di auto-mutuo aiuto, per favorire un nuova cultura condivisa, incoraggiando l’assunzione di responsabilità e il superamento della delega. Nasceranno poi delle reti di famiglie “accoglienti”: famiglie che hanno già affrontato e superato in modo positivo l’arrivo della disabilità potranno sostenere e guidare famiglie che stanno vivendo la stessa criticità, in una sorta di gemellaggio. In questo contesto verranno attivati anche servizi specifici di accompagnamento attraverso la presenza di un avvocato, di un’assistente sociale e una psicologa. Inoltre, ad ottobre partirà un laboratorio di fumetto creativo, che coinvolgerà sia ragazzi con disabilità sia normodotati. L’ultima azione la realizziamo insieme all’Isc Luciani – San Filippo (in particolare con la sezione Montessori attiva presso il plesso Tofare) e consiste in una laboratorio di progettazione educativa».














