Il vecchio stadio “Ballarin” è ridotto così

di Benedetto Marinangeli

Le vecchie glorie rossoblù scendono in campo per il vecchio e glorioso Ballarin . «Cosi com’ è fa schifo!» è il pensiero comune di Paolo Beni, Francesco Chimenti, Maurizio Simonato, Nicola Ripa, Franco Catto e Flavio Pozzani che hanno fatto la storia del club rossoblù ed contribuito  a rendere epica la “Fossa dei Leoni”. «La sofferenza di vederlo in questo stato – aggiungono – viene acuita quando vengono a trovarci gli amici. Ed entrando da nord c’è quell’obbrobrio».

Le vecchie glorie di nuovo insieme

«Addirittura – racconta il capitano Paolo Beni – la moglie di Franco Causio con aria sorpresa mi domandò ma giocavate lì? Un vero e proprio pugno nell’occhio per i turisti e per noi allo stomaco nel vedere il Ballarin ridotto in questo stato». Cosa fare allora? «Al Ballarin – risponde Paolo Beni – ci ho giocato tredici campionati. Bisogna ripartire da qualcosa di molto semplice, come il recupero del terreno di gioco. Al settore giovanile della Samb mancano le strutture dove allenarsi ed il vecchio stadio potrebbe rappresentare una valida alternativa.. Si faccia qualcosa alla svelta, da almeno otto anni si parla di riqualificazione, ma nel frattempo è cresciuta solo l’erba».

«Bisogna partire dalle cose essenziali – aggiunge Maurizio Simonato – facendo un passo alla volta. Si deve iniziare  dal recupero del campo, buttando giù la parte nord. Dalla rotatoria alla porta si recupererebbero 80 metri. Poi si potrebbe pensare agli spogliatoi, alla tribuna centrale e ai distinti, allargando la strada ed utilizzarla anche come pista ciclabile. La curva sud invece non potrebbe prescindere dal ricordo delle due ragazze morte nel rogo Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri. A volte mi piace rilanciare una provocazione che faccio sempre al bar: siamo in 50.000, mettiamo 2 euro a testa, io sono disposto a versarne subito 100. Si troverebbe così il denaro necessario. Tutti noi ex rossoblù siamo disposti a sollecitare la pubblica amministrazione a fare qualcosa».

Per Marco Calvaresi, presidente onorario dell’Associazione Genius Loci che ha organizzato al ristorante Il Bucaniere dell’ hotel Villa Corallo la convention sul Ballarin, «il vecchio stadio ci dava emozioni forti e gli ex rossoblù presenti sono stati degli esempi per la nostra generazione. Vedere il Ballarin in queste condizioni non è bello, un deprecabile biglietto d’ingresso a nord per San Benedetto. Come associazione Genius Loci, ci trova disponibili per una campagna di iniziative e di raccolta contributi perché il Ballarin è un capitale da tutelare in una città che fa fatica a mantenere vivi i propri ricordi». Nel corso della serata, infine i copresidenti dell’Associazione Genius Loci – la dottoressa Marina Brancaccio e l’architetto Albino Scarpantoni – hanno conferito a Beni, Chimenti, Simonato, Catto, Pozzani e Ripa il titolo di soci onorari e consegnato la spilla d’ordinanza. La chiusura degli ex rossoblù è chiara e lampante. In coro hanno detto: «Il Ballarin è stato la nostra vita, fate qualcosa».

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