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Orrore a Sant’Elpidio a Mare:
numerose tracce di dna
raccolte dai Carabinieri

INDAGINI - Gli specialisti dell'Arma hanno raccolto tracce di sudore, saliva, peli. Controlli anche sulle immagini della videosorveglianza, da quelle di Sant'Elpidio a Mare per arrivare a quelle dei Comuni limitrofi. Carabinieri al lavoro anche sui flussi telefonici nella zona. Domani l'autopsia sul corpo di Stefano Marilungo
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Proseguono a tutto campo le indagini dei Carabinieri per rintracciare la banda responsabile della brutale rapina costata la vita sabato pomeriggio a Stefano Marilungo. Il fratello Sergio, socio dell’impresa di pompe funebri di via Adige dove si è consumato il delitto, è stato dimesso nella tarda mattinata di ieri dall’ospedale di Fermo, dove era stato ricoverato in osservazione poche ore dopo l’aggressione. Nel primo pomeriggio è rientrato a Sant’Elpidio a Mare ed è stato ascoltato per alcune ore dai carabinieri alla locale stazione, dove ha ripercorso momento per momento i concitati istanti di quel terribile sabato pomeriggio.

LE INDAGINI

Intanto proseguono senza sosta i rilievi del Nucleo operativo-reparto investigativo dell’Arma dei carabinieri nella palazzina dei fratelli Marilungo. In via Adige i carabinieri sono tornati per effettuare un nuovo sopralluogo, durato un paio d’ore. Con l’ausilio di macchine fotografiche e sofisticate telecamere hanno effettuato rilievi sia dentro l’abitazione e il deposito di onoranze funebri, sia nello slargo adiacente. E gli investigatori dell’Arma hanno raccolto non poche tracce che potrebbero essere decisive ai fini delle indagini. Parliamo di impronte digitali ma anche di sudore, peli e saliva, a partire dalle tracce presenti sul nastro usato dai criminali per imbavagliare i fratelli Marilungo. Certo, ora repertate le tracce, ci sarà da effettuare le corrisponde, insomma capire a chi appartengono. I militari dell’Arma hanno buoni motivi di credere che anche sotto le unghie di Stefano Marilungo si trovino delle tracce di dna. E queste saranno raccolte in sede di esame autoptico nel lavoro congiunto tra medico legale e specialisti dei carabinieri. Indagini che dalla casa si allargano al territorio.

I carabinieri, infatti, stanno rapidamente acquisendo tutto ciò che possa servire per arrivare a dare un nome e un volto ai malviventi, dall’impressionante mole di registrazioni video delle telecamere di videosorveglianza pubbliche, allargandosi a cerchi concentrici dall’area comunale di Sant’Elpidio a Mare ai Comuni limitrofi, fino ad arrivare ai territori del Maceratese che confinano con la provincia fermana, fino ai tabulati dei flussi telefonici con un lavoro incrociato tra le varie celle nelle vicinanze. 

IL COLLOQUIO TRA I CARABINIERI E SERGIO MARILUNGO
Intanto Sergio Marilungo, 72 anni, ha trovato ospitalità a casa di amici, dato che in questa fase l’intero immobile in cui abita è stato posto sotto sequestro, dal piano terra, teatro dell’aggressione e della morte di Stefano, ai due piani più mansarda dove abitavano i due fratelli.
I militari non escludono al momento alcuna ipotesi, hanno cercato di approfondire con Marilungo tutti gli istanti dell’aggressione e di ricostruire nel dettaglio la tempistica della rapina, anche per poter circoscrivere con precisione i tempi di fuga della banda. Le poche parole pronunciate dai malviventi durante il pestaggio subito dai due fratelli non consentono di conoscere con certezza la provenienza del trio, anche se gli inquirenti sembrano propendere per la pista di una banda dell’est Europa.
L’autopsia sul corpo di Stefano Marilungo, la cui salma è custodita all’obitorio dell’ospedale di Fermo, si svolgerà nella mattinata di domani, poi, a meno che si rivelino necessari ulteriori approfondimenti, il corpo potrà essere restituito ai familiari per le esequie.

La palazzina dei fratelli Marilungo, sotto sequestro

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