di Bruno Ferretti

Con oltre 1.500 tifosi al seguito (dei 1.541 biglietti messi a disposizione dal Pescara ne sono rimasti solo 25) l’Ascoli affronta l’ultima trasferta del campionato a Pescara. Quella più vicina (poco meno di 100 km) ma anche quella più importante perché è il palio la salvezza. E’ finito il tempo dei discorsi, delle dissertazioni tattiche, degli appelli, delle critiche e delle promesse. Ora contano i fatti. Solo i fatti ovvero i risultati perché non ci sono più margini di recupero. Il risultato di Pescara è determinante per la permanenza dell’Ascoli in serie B, insieme a quello dell’ultima partita contro il Brescia (che forse sarà già salvo) in calendario venerdì prossimo 18 maggio al Del Duca in notturna. A 180 minuti dalla fine e con diversi scontri diretti da disputare, è quasi impossibile fare pronostici attendibili ma tutto lascia supporre che con 46 punti si potranno disputare gli spareggi playout, mentre a quota 48, o forse 47, c’è la salvezza diretta. L’Ascoli di punti ne ha 42 e dovrebbe vincere entrambe le partite: a Pescara e poi in casa col Brescia. Le tifoserie di Pescara ed Ascoli sono state sempre divise da accesa rivalità e quindi non è difficile immaginare il clima acceso che ci sarà sabato pomeriggio sugli spalti dell’Adriatico.

De Santis pronto al rientro

Cosmi, dopo l’ultimo allenamento al “Picchio Village”, ha convocato 25 giocatori fra i quali anche alcuni acciaccati che saranno valutati sabato mattina poche ore prime della partita, come Mengoni (mal di schiena), Varela e Cherubin, entrambi con problemi muscolari. Sicuramente out Padella (squalificato), Martinho (infortunato), oltre ai soliti Favilli e Carpani in fase di recupero. Molti i punti interrogativi nella formazione del Picchio. Agazzi in porta, De Santis (al rientro), Gigliotti e Cherubin in difesa. Se Mengoni dovesse farcela a giocherebbe centrale fra Gigliotti e Cherubin, mentre De Santis resterebbe in panchina. A centrocampo Mogos e Pinto esterni, Buzzegoli in regia, Addae e Bianchi mezze ali. Ma non si può escludere l’utilizzo di Kanoutè (a Pescara da ex) al posto di Buzzegoli e di D’Urso al posto di Bianchi che dopo due mesi di assenza per infortunio, non ha ancora ritrovato il ritmo partita. In prima linea è quasi da escludere il recupero di Varela che in settimana si è allenato pochissimo, pertanto con Monachello dovrebbe giocare il rientrante Clemenza, con Ganz (altro ex) e Rosseti in panchina pronti per eventuali staffette. All’andata Ascoli-Pescara si concluse pari: 1-1.

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Fiamozzi, Gravillon, Coda, Crescenzi; Machin, Brugman, Valzania; Mancuso, Pettinari, Capone. A diposizione: Savelloni, Baiocco, Elizalde, Fornasier, Mazzotta, Cocca, Carraro, Coulibaly, Baez, Bunino, Cappelluzzo, Yamga. Allenatore: Pillon.

ASCOLI (3-5-1-1): Agazzi; De Santis, Gigliotti, Cherubin: Mogos, Addae, Buzzegoli, Bianchi, Pinto; Clemenza; Monachello. A diposizione: Lanni, Venditti, De Santis, Mengoni, Florio, Mignanelli, Castellano, Kanoutè, D’Urso, Varela, Ganz, Rosseti. Allenatore: Cosmi.

Arbitro: Aureliano di Bologna.

Stadio: “Adriatico” di Pescara, ore 15.

 

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