L’autovelox lungo la circonvallazione

di Pietro Frenquellucci 

Gli autovelox devono servire, in base a precisi criteri di incidentalità, a garantire la sicurezza sulle strade e il ricavato ottenuto dal pagamento delle multe va destinato a migliorare la viabilità. A detta dei consiglieri comunali di Ascoli del Movimento 5 Stelle – Massimo Tamburri e Giacomo Manni – esistono forti dubbi che i requisiti richiesti vengano rispettati nel territorio provinciale.
Nel corso di un incontro che si è svolto nella sala conferenze della libreria Rinascita, i due pentastellati hanno sollevato una serie di quesiti e di contestazioni legati appunto all’utilizzo degli autovelox sulla circonvallazione cittadina, sulla strada tra Roccafluvione e Comunanza e sulla prevista installazione di un nuovo macchinario vicino al centro abitato di Mozzano.

Giacomo Manni e Massimo Tamburri

A questo proposito, in particolare, hanno presentato un’interrogazione in cui si chiede al sindaco Castelli una risposta orale in Consiglio comunale. Nella premessa contenuta nel documento dei due consiglieri si legge che «la circolare Minniti del 21 luglio 2017 in cui si indicano i “Criteri per la determinazione dei tratti in cui è possibile l’utilizzo di dispositivi e mezzi di controllo del traffico”, prevede che i tratti di strada sui quali possono essere collocati i dispositivi di controllo rispondano ai seguenti criteri: un elevato livello di incidentalità, la documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico». Quindi Manni e Tamburri chiedono al primo cittadino «se effettivamente l’Amministrazione ha fatto richiesta formale all’Anas, ente proprietario della strada, per l’installazione di un autovelox fisso; in caso affermativo, qual è la documentazione allegata richiesta; se esiste già un dato statistico della polizia stradale riferito all’ultimo quinquennio con annoverate cause ed eventuali danni a cose e persone per ogni singolo incidente». In riferimento a questa ultima richiesta i due consiglieri del Movimento hanno ribadito che «l’autovelox non deve servire ai Comuni per fare cassa, ma va utilizzato specificamente per migliorare la sicurezza stradale. Se poi all’inadeguato utilizzo dei fondi aggiungiamo il fatto che gli autovelox vengono spesso gestiti da privati, che incassano una buona parte delle multe elevate, allora il tutto è inaccettabile. Proveremo a promuovere una class action tra tutti i cittadini che sono stati multati dagli autovelox del nostro territorio e naturalmente sensibilizzeremo i nostri parlamentari per cercare di trovare una soluzione».
Manni e Tamburri vogliono essere chiari: «Noi abbiamo a cuore la sicurezza sulle strade, su questo non c’è dubbio, ma vogliamo anche che l’ente pubblico, proprio per la sua caratteristica, si muova sulla base di una documentazione adeguata e trasparente, quindi proceda al monitoraggio della situazione una volta installato l’autovelox e lo tolga una volta raggiunto lo scopo finale del miglioramento delle condizioni di sicurezza». Per i due esponenti del M5S l’autovelox non deve trasformarsi in una forma di tassazione occulta dei cittadini. «La sicurezza passa anche dal livello di manutenzione delle strade -ha precisato Manni- da una adeguata segnaletica orizzontale e verticale, da limiti di velocità chiari e individuabili. Dagli enti pubblici preposti alla sicurezza sulle strade vogliamo sapere come utilizzano e dove i fondi ottenuti con gli autovelox. Per il caso Mozzano -ha aggiunto Manni- il sindaco di Ascoli trovi le risorse per sistemare il tratto di strada interessato riportandolo come era previsto nel progetto risolvendo in maniera strutturale il problema».

Lavori sulla Salaria

A proposito di viabilità, i due consiglieri comunali dei Cinquestelle hanno anche analizzato il problema delle infrastrutture e delle priorità legate alla ricostruzione post terremoto. «Bisogna rivalutare le priorità -hanno continuato Manni e Tamburri- bisogna vedere ancora l’attualità di alcuni interventi che forse non sono più indispensabili». E Manni: «Penso alla strada a scorrimento veloce Ascoli-Teramo che da noi è ferma, alla Salaria con il tratto tra Quintodecimo e Trisungo, su cui si sta lavorando, e quello invece tra Santa Maria di Acquasanta e Quintodecimo i cui lavori non sono ancora partiti, alla Mezzina. Bisogna verificare la programmazione perché un progetto predisposto più di 10 anni fa potrebbe non essere più attuale. Ha senso spendere 60 milioni di euro per risparmiare qualche minuto di viaggio?».
Infine i due hanno ribadito con forza un concetto relativo all’utilizzo dei fondi stanziati per il terremoto: «I fondi devono essere destinati solo ai comuni del cratere, sia chiaro. Solo qualche somma residuale può essere destinata ad altre aree non al centro della zona devastata dal sisma, ma solo una volta che siano stati soddisfatti i bisogni di chi ha avuto più danni dal terremoto. E la Regione deve mettere i piccoli comuni, che sono la maggior parte, nelle condizioni di poter accedere ai finanziamenti. Come? Predisponendo un supporto tecnico, logistico, di personale che li agevoli nell’adempimento degli impegni burocratici».

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