Nei guai, ma per lui non è una novità, un 46enne pregiudicato ascolano nella cui abitazione di Castagneti i Carabinieri hanno rinvenuto droga e bici forse rubate. I militari dell’Arma avevano effettuato una perquisizione alla ricerca di sostanze stupefacenti. Fin qui tutto normale.

Anzi, la quantità di droga trovata è stata ritenuta compatibile per uso personale. Ma in garage c’erano doverse biciclette di provenienza assai dubbia. L’uomo si è difeso dicendo di averle acquistate ad Alba Adriatica (Teramo), ma non gli ha creduto nessuno. Aveva pensato bene di mettere su una sorta di commercio – ovviamente illegale – delle due ruote, alcune delle quali perfino riparate. C’er ano anche dei cartelli con scritte tipo “Vendesi bici come nuove” e il suo numero di telefono. Secondo i Carabinieri le bici sono collegate a una serie di furti avvenuta la scorsa estate. Un caso simile si verificò la scorsa estate a Poto d’Ascoli.

Chi ha subìto il furto di una bici, a questo punto, può fare denuncia ai Carabinieri producendo anche qualche dettaglio. Altrimenti è impossibile dimostrare che una bici sia di proprietà di chi ne denuncia il furto. Finchè in Italia non cambia, la legge è così. A San Benedetto del Tronto è proprio di questi giorni la decisione del Comune di rimuovere le bici parcheggiate (anzi abbandonate) da anni sui marcipaiedi in centro. I vigili urbani hanno affisso dei cartelli sulle stesse biciin cui intimano ad eventuali proprietari di provvedere alla rimozione entro una settimana. Dopo di che scatta il sequestro. Poi, per ritirarla, ci sarà da pagare una multa dopo aver dimostrato di essere il proprietario presentando qualche foto o magari la chiave della chiusura. Sembra uno scherzo, ma è la realtà. Discorso ben diverso, invece, se le bici fossero registrate come avviene in altri Paesi del mondo e, in questo caso perfino in Italia, come avviene con i motocicli.

 

 

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