Cosmi pochi istanti prima del fischio d’inizio: dietro di lui una curva nord come non si ricordava da tempo (Foto Edo)

di Bruno Ferretti

“L’uomo del fiume” (titolo del suo libro autobiografico scritto nel 2002 con il giornalista Enzo Bucchioni) ha salvato l’Ascoli da una brutta fine che, ad un certo punto (quando la salvezza era a 8 punti), sembrava inevitabile. Serse Cosmi è stato l’artefice della rimonta. Lo dicono i numeri. Il tecnico perugino ha conquistato 32 punti in 25 partite raccogliendo una pesante eredità. L’Ascoli aveva compromesso il suo campionato nelle prime 17 partite (15 di gestione Maresca e 2 di Fiorin) quando ha raccolto solo 14 punti. Alla fine il bottino del Picchio è stato di 46 punti, 2 più dell’Entella, grazie ai quali ha ottenuto la salvezza con il miglior piazzamento in campionato.

Serse “marcato” dal quarto ufficiale (Foto Edo)

Cosmi ha esordito sulla panchina dell’Ascoli alla 18^ giornata (9 dicembre 2017) proprio contro l’Entella al “Del Duca”. Risultato 1-1. Poi sono arrivati altri due pareggi (ad Avellino e in casa col Pescara, entrambi 1-1) e chiusura del girone di andata col botto, ovvero con la vittoria a Brescia (0-1, gol di Buzzegoli). Con i quattro risultati utili consecutivi conquistati con il nuovo allenatore, l’Ascoli ha chiuso il girone di andata con 20 punti. Pochi ma sufficienti per sperare in un migliore girone di ritorno.

E così è stato. L’Ascoli, fra alti e bassi, ha recuperato posizioni su posizioni sfiorando la salvezza diretta (se avesse battuto il Brescia nell’ultima di campionato). Salvezza che invece è arrivata grazie al doppio pareggio nei playout con l’irriducibile Entella, fiera rivale cui va l’onore delle armi.

Quella di Cosmi è stata una rimonta che ricorda da vicino quelle precedenti firmate da Franco Colomba nel campionato 2008-2009 (52 punti meno 1 di penalità quindi 51), da Fabrizio Castori nel 2010-2011 (50 punti + 6 di penalità quindi 56) e Massimo Silva nel 2011-2012 (49 punti + 7 di penalità, ovvero 56). In tema di grandi rimonte, impossibile dimenticare quella del primo campionato di serie A (1974-1975) quando l’Ascoli di Carlo Mazzone chiuse l’andata ultimo e staccato in fondo alla classifica, ma nel ritorno effettuò un fomidabile recupero salvandosi con una giornata di anticipo.

Il mister in sala stampa a fine gara con Bellini

Serse Cosmi resterà alla guida dell’Ascoli? Tutto lascia supporre di sì. IlInnanzitutto perché nel contratto sottoscritto a dicembre era prevista, oltre ad un premio personale, l’automatica conferma in caso di salvezza. Serse con una squadra costruita da altri è riuscito a compiere un’impresa e non c’è ragione alcuna per non puntare ancora su di lui. Si è confermato abile motivatore ma ha lavorato bene anche a livello tattico puntando sul 3-5-2, il modulo più adatto in base alle caratteristiche tecniche dei calciatori a disposizione. Un 3-5-2 che, ovviamente, in fase di non possesso, diventava 5-3-1-1. Cosmi potrà lasciare l’Ascoli solo se sarà lui a volerlo, ma non crediamo che sia questa la sua intenzione. Riteniamo che resterà al suo posto, magari chiedendo un organico di migliore qualità tecnica, nel tentativo di rendere più competitivo l’Ascoli e riportarlo ai livelli che gli competono. Evitando di salvarsi, dopo mille sofferenze, all’ultimo minuto dell’ultimo spareggio. E senza mettere a dura prova le coronarie dei suoi formidabili tifosi.

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