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Palazzina Azzurra, ecco “Abbronzatissima”
Glamour e arte all’ombra delle palme

SAN BENEDETTO - La mostra fa parte del trittico aperto lo scorso anno con "Uomo in mare". L'ha realizzata l'associazione culturale "Verticale D’Arte" e svela il progressivo cambiamento dei luoghi di villeggiatura e della società
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di Benedetto Marinangeli

Apre i battenti alla Palazzina Azzurra “Abbronzatissima. Glamour e arte all’ ombra delle palme”. La mostra che fa parte di un trittico inaugurato al grande pubblico lo scorso anno con Uomo in mare, è patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali, dall’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ascoli Piceno. Verrà inaugurata sabato 16 luglio alle ore 18 ed è stata fortemente voluta dall’Amministrazione comunale che l’ha realizzata grazie al lavoro svolto dall’Associazione Culturale Verticale  D’Arte rappresentata da Elisa Mori e Giorgia Belardinelli e dal professor Stefano Papetti. «Abbronzatissima – afferma l’assessore alla cultura Annalisa Ruggieri – rientra nella progettualità triennale 2017-2019 in cui questa amministrazione ha sempre creduto. Una mostra che racconta non solo San Benedetto ma anche San Benedetto per farla crescere ancora di più attraverso l’arte e la cultura. Se siamo qui oggi è perché è stato fatto un grande lavoro di squadra tra tutti gli assessorati e gli uffici comunali interessati. Sarà un’estate al superlativo come questa mostra, Abbronzatissima».

«Colgo l’occasione – aggiunge il sindaco Pasqualino Piunti – per ringraziare i settori cultura e turismo del Comune e l’Associazione Culturale Verticale d’Arte per il grande lavoro svolto. Quando si parla di tradizione di vacanze e di accoglienza turistica, San Benedetto è al centro del discorso. Una mostra che ci permetterà  di tornare indietro nel tempo  e che ci farà capire ciò che ha reso grande la nostra città. Un territorio si vende evidenziandone la storia». «Il tema indagato negli spazi della Palazzina Azzurra – spiegano Elisa Mori e Giorgia Belardinelli – ovvero quello della pelle dorata al sole, diventa un grande stereoscopio view-master multicolor indispensabile per viaggiare indietro e avanti nel tempo con flashback in bianco e nero o virati in seppia pronti a passare il testimone giocoso ai neon ed ai colori fluo degli anni della trasgressione in un unico e vivace racconto a più voci traboccante di memorabilia in cui ognuno ha la possibilità di rileggere un po’ del proprio passato, riconoscere tratti del proprio presente e catturare qualche frammento del tempo che sarà».

Il percorso espositivo svela attraverso i suggestivi spazi della Palazzina Azzurra, nel tempo protagonista di tanti momenti di incontro e svago a partire dagli anni ’30 sino al suo ritorno allo splendore negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, il progressivo cambiamento dei luoghi di villeggiatura e della società. Una reale inversione del senso dei valori attribuiti al colore della pelle in circa sessant’anni (rivoluzione che ha avuto inizio a partire dai primi anni del ‘900) che può acquisire il significato di una vera e propria rivoluzione epidermica che ci conduce fino ai giorni nostri. Ne sono testimonianza in questa mostra il Cinegiornale, conservato presso l’archivio storico dell’Istituto Luce a Roma, del luglio del 1964 che dedica un ampio servizio al litorale sanbenedettese con le sue spiagge e i suoi luoghi di svago diurni e notturni, cosi come la magnifica selezione di affiches pubblicitarie, proveniente dalla Galleria “L’Immage” di Alassio, guidata sapientemente dal raffinato studioso Alessandro Bellenda, che al pari di importanti raccolte quali Bertarelli (Milano) e Salce (Treviso), è divenuta negli anni punto di riferimento autorevole per quanti vogliano avvicinarsi a questo genere d’arte, che consente di tracciare la storia e l’evoluzione dei costumi del nostro paese e non solo.

Sono presenti anche le sinuose Sirene, contemporanee creature sospese nell’iperrealismo della statunitense Carole Feuerman provenienti dalla Aria Art Gallery di Firenze e le signorine ammiccanti degli anni ’70 di Elio Fiorucci, che con i bikini, monokini e tanga, realizzati a partire del 1974, restituisce, in pochi centimetri di tessuto, i sogni rendendo reale e alla portata di tutti, ancora oggi, la libertà di espressione e la voglia di distinguersi dalla massa. Le creazioni di Fiorucci sono oggi conservate nell’archivio omonimo guidato dall’instancabile Franco Marabelli, noto architetto che ha costantemente affiancato il celebre stilista nella progettazione delle sue boutiques. Dal cool-hunter ante litteram milanese il percorso di mostra si sposta al 1995, anno che vede la nascita di “Pin-Up Stars” grazie al guru del beachwear Jerry Tommolini, firma che affonda le sue radici nel know-how della tradizione artigianale del Made in Italy non tralasciando però l’utilizzo di nuove tecnologie e la ricerca sui materiali.

E ancora le feste diventano, fin dal principio del secolo, una scansione necessaria del tempo dello svago estivo, ed hanno maggiore appeal se realizzate sulla spiaggia con luci suggestive collocate sulle barche ad illuminare tutto lo specchio d’acqua in notturna così da attirare cittadini e ospiti provenienti da zone limitrofe oppure avendo proprio nella Palazzina Azzurra uno dei punti di riferimento per feste e luogo preferito del jet-set. La moderna versione delle imbarcazioni di un tempo è rappresentata dal frizzante lightbox di Marco Lodola con il suo motoscafo multicolor con tanto di pin-up sdraiata in poppa. Ispirate alle spiagge, tra l’esotico e il nostrano, si possono collocare le rivisitazioni attuate da Piero Gilardi, da Gino Marotta o da Mario Schifano che, attraverso materiali nati dalle moderne sperimentazioni, ci restituiscono la loro personale versione della flora marina. Una mostra che racconta la storia e i costumi della seconda metà del secolo scorso, con incursioni contemporanee che strizzano l’occhio al passato: un amarcord che permette al visitatore di ripercorrere alcune icone dell’immaginario collettivo nazionale in una delle località balneari – San Benedetto del Tronto – più rinomate della riviera adriatica, ora come allora.


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