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Rogo da Orlandi, si stringe il cerchio
Il titolare: «Amo Ascoli, non mollo»

ASCOLI - Mauro Cipolla: «Questi atti violenti e colmi di cattiveria, non sono dovuti ad Ascoli, ai suoi abitanti, alla città e la sua vivibilità. Di questo sono certo. Alla fine noi come famiglia all’Orlandi, ed io come persona, siamo benvoluti e fortunati. Perché?»
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Ci sarebbe già un sospettato che avrebbe addirittura ammesso di essere stato lui ad aver dato fuoco, domenica notte, all’ombrellone del bar Orlandi Passion di Piazza Arringo. Un episodio, inoltre, slegato a quello dei mesi scorsi quando uno straniero entrò e picchiò selvaggiamente il barista. Intanto il titolare Mauro Cipolla, tramite i social, torna sull’episodio di domenica notte con una lunga lettera aperta: “Ascoli, la città da me tanto amata sin da piccino. Preferisco vederla come nella foto senza alcun atto vandalico e criminale. Ascoli è una città che non ha colpe per quanto accaduto al nostro punto vendita Orlandi Passion nella stupenda Piazza Arringo. Frequento e adoro Ascoli e il litorale del Piceno come turista sin da bambino. Tanta è la mia passione che ho deciso di ritornare a vivere in Italia, investire nel territorio e nelle famiglie del Piceno, dare lavoro e aprire attività sia a San Benedetto come ad Ascoli. Quello che è accaduto nel tempo al nostro negozio Orlandi Passion a Piazza Arringo ad Ascoli Piceno (iniziando con l’atto incredulo dello sconosciuto che entrò qualche mese fa nel nostro locale e picchiò il povero barista) ha dell’incredibile anche per noi in famiglia. Durante la notte di domenica scorsa è avvenuto l’incendio doloso agli arredi esterni ubicati nel suolo pubblico davanti al nostro locale. Questi atti violenti e colmi di cattiveria, non sono dovuti ad Ascoli, ai suoi abitanti, alla città e la sua vivibilità. Di questo sono certo”.

Cipolla prosegue: “Dopo tutto – afferma – abbiamo portato ad Ascoli solo caffè, cioccolatini e pasticceria senz’altro diversa e più cara di qualche centesimo in confronto ad altri, ma assolutamente non elitaria e non per pochi, e comunque non così cara o diversa da creare tali divisioni e allarmi. Il nostro concetto, prodotti e servizi, democraticamente possono piacere oppure no, ma la cattiveria dimostrata negli atti sopra descritti nulla ha a che fare con Ascoli, la città nel suo solito quieto vivere. Credo piuttosto che il tutto sia dovuto a un ristretto gruppo di squilibrati, cattivi ,invidiosi criminali che nulla hanno a che fare sia con la nostra famiglia, (da sempre estranea a tali atti), che ad Ascoli, la città e i suoi cittadini per bene. Alla fine noi come famiglia all’Orlandi, ed io come persona, siamo benvoluti e fortunati. Perché? Ieri una famiglia ascolana, nostri colleghi e persone stupende, è passata a salutarci e a comunicarci che avrebbero trovato delle registrazioni video in merito all’atto compiuto la notte scorsa. Avrebbero mostrato il video agli investigatori, e si sarebbero riconosciute le persone (credono di aver individuato una persona in particolare) plausibilmente connesse alla pianificazione e al compimento degli atti dell’altra notte. Se quanto descrittomi ieri da questi signori sarà di fatto riscontrato dalla Polizia di Stato, il tutto sarà chiaro. La Polizia sta facendo il possibile per fare chiarezza sulla vicenda. Noi, come famiglia e attività non vediamo l’ora di vedere i nomi e i volti di questi squilibrati. Ho chiaramente comunicato – conclude Cipoll –  all’ispettore superiore della Polizia che sono disposto a mettere a disposizione risorse private sia come tempo che economiche, atte a trovare tutte le informazioni necessarie per mettere in sicurezza e a tacere tutte queste assurde vicende che la città di Ascoli e la nostra famiglia non meritano. Ringrazio personalmente Ascoli, tutti i cittadini ascolani e la Polizia per il loro supporto. Sono e siamo fieri di aver investito in questa meravigliosa città che non merita di avere tali situazioni in essere”.

Incendiato l’ombrellone di “Orlandi Passion”, i vandali colpiscono in Piazza Arringo

Barista pestato dentro al locale, appello per trovare l’aggressore (Foto e Video)


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