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Cas in ritardo, il Pd accusa:
«E’ colpa del Comune»

ASCOLI - Angelo Procaccini ed Emidio De Santis accusano: «Da tre mesi i nostri concittadini con le case inagibili non ricevono il contributo di autonoma sistemazione (CAS). Il nostro Comune infatti non rispetta la circolare del Dipartimento della Protezione Civile del 9 maggio scorso»
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Case distrutte dal sisma (foto Vagnoni)

“Cas” in ritardo agli sfollati, il Pd comunale bacchetta il sindaco Castelli. Di mezzo, come evidenziato anche da Cronache Picene, ci sono i nuovi controlli imposti ai Comuni affinché poi l’Europa possa rimborsare lo Stato Italiano, I dem accusano: «Il sindaco Castelli -afferma il segretario comunale Angelo Procaccini insieme al componente della segreteria Emidio De Santis- non perde occasioni di esternare le sue considerazioni sulla ricostruzione post – terremoto riempiendo social e giornali con parole che però risultano ancora una volta vuote. Da tre mesi i nostri concittadini con le case inagibili non ricevono il contributo di autonoma sistemazione (CAS). Il nostro Comune infatti non rispetta la circolare del Dipartimento della Protezione Civile del 9 maggio scorso (“Eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria a partire dal 24 agosto 2016. Procedura di rendicontazione. Monitoraggio e modalità di trasferimento delle risorse finanziarie”) che ha stabilito le modalità operative per l’erogazione dei successivi fondi destinati al Cas. Dopo quella della Protezione Civile è arrivata la circolare del 2 agosto scorso con la quale la Regione fissava nel 31 agosto il termine ultimo a disposizione dei Comuni per produrre correttamente i rendiconti, pena il rischio di interrompere i finanziamenti per il Cas. Molti comuni sono in regola… il nostro no. A chi darà questa volta la colpa il nostro sindaco? A qualche dirigente comunale o a Ceriscioli? Alla Casini o agli uffici del Comune che lui stesso amministra? Basta sindaco Castelli! La smetta di cercare continuamente la pagliuzza altrui non facendo nulla per rimuovere la trave dell’incapacità e dell’inefficienza amministrativa che ha contraddistinto i suoi mandati da Primo Cittadino. Il sindaco -concludono- continua a dare lezioni di buona amministrazione ambendo anche a incarichi ben più complessi. I fatti le consigliano di lasciar perdere la sua vanagloria ed ambizione riconoscendo limiti evidenti a tutti, ormai la sua retorica orale, sicuramente efficace, non ha potere dinanzi alla sua incapacità gestionale».

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