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Il vero scandalo è il mancato sold out:
“Così fan tutte” conquista il pubblico

ASCOLI - Accompagnato da polemiche infondate, probabilmente innescate da chi pensava di trovarsi davanti il film di Tinto Brass, l'opera di Mozart portata in scena dal maestro Pizzi è una perla fatta di levità e vita. Al debutto ufficiale di sabato 1 dicembre applausi, emozioni ed interpreti in gran forma sul palco (purtroppo non pieno) del teatro Ventidio Basso
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Cecilia Molinari e Arianna Vendittelli durante “Così fan tutte” (foto Vagnoni)

di Luca Capponi 

Una doverosa premessa: in tempi in cui la trivialità impera, e dove basta, ad esempio, cambiare canale col telecomando per venire risucchiati nel vortice demenziale dello schifo televisivo, prima di utilizzare vocaboli come volgare, scandaloso, scabroso occorrerebbe almeno fare mente locale. E capire se rispetto al 1790, noi umani del ventunesimo secolo siamo più avanti o più indietro.

Margheri e Concetti

Proprio in quell’anno il genio di Mozart portava in scena per la prima volta la sua opera buffa “Così fan tutte”, all’epoca senza suscitare entusiasmi, soprattutto in merito al libretto di Lorenzo Da Ponte. Inutile dire che di capolavoro trattasi, perché solo i capolavori sanno resistere al tempo. E allora ecco che a distanza di 228 anni bastano (si fa per dire) un manipolo di esecutori prodigiosi, un’orchestra in palla ed un maestro della scena per restituire appieno quel fascino. Il teatro Ventidio Basso, nella serata di sabato 1 dicembre, ha fatto da sfondo alla conferma di tale assunto proponendo una magistrale riproposizione dell’opera grazie ad interpreti quali Arianna Vendittelli (Fiordiligi), Cecilia Molinari (Dorabella), Gianluca Margheri (Guglielmo), Alasdair Kent (Ferrando), Francesca Benitez (Destina) e Andrea Concetti (Don Alfonso). E poi l’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Marco Moresco e il Coro del Teatro della Fortuna “Mezio Agostini” di Fano diretto da Mirca Rosciani. In cabina di regia, Pier Luigi Pizzi.

C’era tutto, in questa première, per dare anima alla nota vicenda fatta di psicologia, inganno, amore, tradimento, filosofia, vita. E, fuori dai tecnicismi, per godersi appieno quel fantastico mix di teatro, musica, canto e poesia dal vivo che sono le opere liriche quando viaggiano alte. Come in questo caso.

Peccato che qualcuno, forse, prima del debutto aveva pensato che al posto di Mozart ci fosse Tinto Brass (il suo film erotico con Claudia Koll è del 1992), tacciando l’opera di scabrosità nelle tematiche, fatto, sempre secondo alcuni, corroborato dalla mancata presenza di alcune scuole all’anteprima dell’evento riservata agli studenti. Del caso si è occupata anche la grande stampa nazionale, e si è persino scomodato il Ministero dei Beni Culturali per una “verifica” (qui l’articolo).
Mai granchio fu più grosso, come hanno avuto a ribadire anche alcuni dirigenti scolastici: qui si parla infatti la lingua della levità, del garbo, del romanticismo e della fantasia. Applausi quindi doverosi all’arte, meno al resto. Ricordando che l’unico vero scandalo, come già scritto su queste pagine, è che per tale occasione il Ventidio Basso non fosse pieno come un uovo. Dunque, di chi si è perso una messa in scena del genere. Magari per restare davanti alla tv a rimestare nella spazzatura.

 


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