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“L’ora del ritratto”
scopre Staffolani,
creatore di gioielli sperimentali

ASCOLI - Il Meletti sempre più atelier d'arte con la pittura live di Dante Fazzini e i personaggi legati al Piceno. Dopo lo scultore-orafo, stasera la fotografa Desirée Di Caro e domani il maestro del travertino Giuliano Giuliani
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Staffolani e Fazzini (foto di Goffredo Zucchetti)

di Franco De Marco 

Il secondo appuntamento con “L’ora del ritratto” al Caffè Meletti, la nuova serie di performance dal vivo del pittore ascolano Dante Fazzini, ha visto venerdì 14 novembre in posa Gianluca Staffolani, giovane orafo e scultore. Sin dai primi segni sulla tela Fazzini ha perfettamente interpretato il soggetto – i due peraltro sono da tempo amici e condividono esperienze artistiche e discussioni – realizzando, in pochi minuti, un ritratto di grande forza espressiva. Davanti agli occhi dei frequentatori del Meletti si è di nuovo materializzata, dal vivo, un’opera d’arte di tutto riguardo offrendo la possibilità di osservando da vicino la tecnica del pittore.

I personaggi scelti in questa nuova serie di ritratti sono tutti legati al mondo dell’arte e dello spettacolo. Staffolani ha lo studio di scultura e oreficeria in via Quinto Curzio Rufo 21. Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Macerata, perfezionatosi in master di notevole spessore, ha ottenuto numerosi premi importanti. Di recente si è classificato al secondo posto, primo degli italiani (ne erano stati ammessi solo tre), nel prestigioso Premio Cominelli a Riva del Garda in cui con un gioiello si doveva esaltare la bellezza del Lago di Garda. La sua spilla pendente in plexigas, nylon, plastica e argento, è stata premiata “per l’interpretazione della luce e la capacità di lasciarla filtrare nelle trasparenze del materiale utilizzato”. Il Nostro realizza soprattutto gioielli sperimentali utilizzando materiali preziosi e non. Una formula innovativa che nasce da una precisa concezione filosofica. Anche nella sculture, principalmente in bronzo, si avvale di materiali fuori dagli schemi classici. Da che cosa è ispirato nelle sue creazioni? «Mi affascina – rivela Staffolani- l’enigma dell’uomo, la sua fragilità, l’eterno conflitto tra il bene e il male, tra il bello e il meno bello». Le opere di Fazzini hanno anche il pregio di far scoprire artisti ascolani magari poco noti al grande pubblico ma che sono in possesso di straordinarie qualità.

Domani sabato 15 dicembre, sempre dalle 18 alle 20, Fazzini immortalerà sulla sua tela Desirée Di Caro, giovane e bravissima fotografa, figlia d’arte (suo padre Peppe è un vero maestro oltre che insegnante del Liceo artistico “Osvaldo Licini”). Domenica 16 dicembre invece sarà il turno dello scultore del travertino Giuliano Giuliani. Dopo la sosta di lunedì, “L’ora del ritratto” proseguirà martedì 18 con il baritono Vittorio Vitelli. A seguire si metteranno in posa lo scultore Ado Brandimarte (il 19), il fotografo “storico” di Ascoli Sandro Riga (il 20), il conduttore televisivo Massimiliano Ossini (il 21), il regista cinematografico Giuseppe Piccioni (il 23) e il trombonista Massimo Morganti (il 28).

 

Tornano i ritratti dal vivo di Fazzini In posa Giuliani, Ossini, Piccioni e Vitelli

 

“L’ora del ritratto”, doppio trionfo di colori Fazzini ritrae la stilista Alesiani


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