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Parcheggi, una faccenda travagliata
Le convenzioni: da Ciccanti a Cappelli
e da Allevi a Celani

ASCOLI - Dal dicembre 1989 un incredibile intreccio di delibere, ricorsi al Tar, cambi societari, modifiche contrattuali, proteste, e, soprattutto, polemiche politiche che sono riesplose in concomitanza con l’avvicinarsi delle elezioni del 2019. I passaggi temporali del lungo iter burocratico iniziato 29 anni fa. Prima e dopo la costruzione di Torricella ed ex Gil (1998), si sono avvicendati cinque sindaci, compreso l'attuale Castelli accusato di "immobilismo"
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di Adriano Cespi

Una vita travagliata quella dei parcheggi a pagamento. Fatta di delibere, ricorsi al Tar, cambi societari, modifiche contrattuali, proteste, e, soprattutto, polemiche politiche. Riesplose (queste ultime) in concomitanza con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative 2019. E’ necessario, quindi, fare chiarezza sui passaggi temporali di questo lungo iter burocratico. Che inizia nel 1989 con l’Amministrazione Ciccanti, trova un passaggio importante nel 1995 con l’Amministrazione Cappelli, arriva a conclusione nel 1998 con la costruzione dei due parcheggi: Torricella ed ex Gil (Amministrazione Allevi), riparte nel 2002 con una modifica sostanziale della convenzione (Amministrazione Celani), si “congela” nell’immobilismo dell’Amministrazione Castelli.

COSTRUZIONE E GESTIONE DI 4 PARCHEGGI: ANNO 1989, AMMINISTRAZIONE CICCANTI

CONTRATTO SIGLATO CON LA SOCIETA’ COSTRUTTORI MARCHIGIANI

Tutto inizia in piena Prima Repubblica, nel lontano dicembre 1989 (alla guida del Comune c’era un sindaco democristiano, Amedeo Ciccanti), quando il Consiglio comunale delibera, a seguito di bando pubblico, di affidare, in concessione, alla Società Costruttori Marchigiani, la costruzione e gestione di 4 parcheggi per la sosta per una capienza di 1000 posti auto: Porta Torricella, ex Gil, giardino adiacente Palazzo Colucci, area adiacente via Rigantè. E, nel marzo 1990, Comune e Costruttori Marchigiani stipulano il contratto per una durata di 29 anni.

L’ex sindaco Ciccanti (a destra) insieme all’ex sindaco Celani in occasione della Festa dell’Unità. Ciccanti governò dal 13 novembre 1987 al 26 giugno 1990

L’obiettivo del Comune era quello di liberare il centro storico dalle auto “a salvaguardia – si legge nella delibera comunale – della salute dei residenti per i connessi problemi di inquinamento atmosferico ed acustico oltre che per il conseguimento di un accettabile grado di vivibilità sociale ed economica nel centro storico stesso, degradato dalla crescente circolazione veicolare e dalla sosta delle auto”. L’operazione parcheggi, però, non decolla perché due delle aree individuate vengono bocciate dalla Soprintendenza ai Beni architettonici ed ambientali in quanto protette da vincoli, la giunta comunale dell’epoca, era il luglio del 1991 (sindaco Carlo Nardinocchi, Dc), delibera la risoluzione della convenzione del 1990, e la Costruttori Marchigiani, nel dicembre 1991, impugna quel deliberato comunale con un ricorso al Tar.

I PARCHEGGI SCENDONO A 2: ANNO 1995, AMMINISTRAZIONE CAPPELLI

CONTRATTO SIGLATO COL CONSORZIO PARCHEGGI AZZURRI

Tutto fermo fino al marzo 1995 quando l’amministrazione comunale (sindaco Nazzareno Cappelli, Dc) prende in mano la situazione, tratta con la Società Costruttori Marchigiani l’intera problematica, e, attraverso una transazione della vertenza, risolve l’inghippo. L’operazione parcheggi riparte. Dimezzata, però, e con una nuova impresa. Non più 4 strutture, infatti, ma solo 2: Torricella (388 posti auto) ed ex Gil (347 posti auto); non più la Costruttori Marchigiani, ma il Consorzio Parcheggi Azzurri, al quale la prima aveva ceduto la “concessione”. Vengono, anche, modificati i termini della convenzione.

Nazzareno Cappelli fu sindaco dal 31 marzo 1994 al 9 maggio 1995 (Foto Vagnoni)

E la durata della concessione passa da 29 anni a 40 anni e questo “trova giustificazione – spiega l’Amministrazione comunale – nella maggiore spesa che il Consorzio dovrà sostenere per realizzare i due park rispetto a quella preventivata nella convenzione-quadro stipulata nel 1990”. Per Torricella, infatti, i costi lievitano, come da nota comunale: “dagli 8 miliardi e 140 milioni delle vecchie lire, ai 14 miliardi e 587 milioni delle vecchie lire”. Mentre per l’ex Gil le spese aumentano, come da nota comunale: “dai 4 miliardi e 260 milioni delle vecchie lire, agli 8 miliardi e 973 milioni delle vecchie lire”. In convenzione viene, così, inserita una clausola, pro Consorzio, che prevede “l’emissione – si legge nell’atto – entro due mesi dall’inizio della gestione dei parcheggi, di provvedimenti autoritativi per la soppressione dei parcheggi di superficie a pagamento esistenti nel centro storico. Qualora tale soppressione dei parcheggi di superficie non fosse attuata entro il termine indicato – continua la convenzione – la gestione dei parcheggi sarà affidata al Concessionario alle medesime condizioni contrattuali convenute coi gestori dei parcheggi stessi”. Circa la tariffa oraria per Torricella viene fissata la cifra di 1.500 lire per la prima ora di sosta, dalla seconda ora 2.000 lire. Per l’ex Gil quella di 500 lire fino a 30 minuti, e di 2.000 lire per ogni ora.

FINE PRIMA PARTE (CONTINUA)

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