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Furti, il colonnello Ciro Niglio:
«Non ci sono basisti. Attenzione
a sostituirsi alle forze dell’ordine»

ASCOLI - Dopo i ripetuti colpi registrati nelle ultime settimane, il comandante dei Carabinieri raccomanda di «prestare attenzione a fatti anomali, anche apparentemente di poca importanza». Sulla "taglia" dei cittadini di Roccafluvione: «Remunerare chi aiuta le indagini non garantisce all’informatore un’adeguata riservatezza»

Il colonnello Ciro Niglio, comandante provinciale dei Carabinieri di Ascoli (Foto Vagnoni)

di Maria Nerina Galiè

Basta furti, ma non solo a Roccafluvione. Il colonnello Ciro Niglio, comandante provinciale dei Carabinieri di Ascoli Piceno, intende farne una delle sue missioni. Il ruolo che ricopre gli imporrebbe di biasimare l’iniziativa di alcuni cittadini del paese dell’entroterra, di creare un gruppo Facebook (“Basta furti a Roccafluvione”) finalizzato a raccogliere idee, per arginare il fenomeno, e soldi da dare a chi rivela informazioni utili a stanare i basisti dei furti avvenuti ultimamente (ben 4 la sera del 17 febbraio). Si limita a sorridere, tentando di glissare. «La collaborazione dei cittadini è sempre molto utile» tiene comunque a precisare. «Ma attenzione – aggiunge – a non volersi mai sostituire alle forze dell’ordine, anche perché si corrono dei rischi. Inoltre, remunerare chi aiuta le indagini non garantisce all’informatore un’adeguata riservatezza». Il colonnello nutre delle riserve anche sul basista. Senza voler nulla togliere alla gravità del reato che si consuma all’interno delle case dei cittadini e a danno dei loro beni, più o meno preziosi ma di certo cari, il comandante ritiene che trattandosi di “piccoli furti” i malfattori non ci vanno anche a pagare l’osservatore. «Ci troviamo di fronte a “professionisti”  – sostiene – che vengono appositamente da fuori, dal sud dell’Italia prevalentemente, per mettere a segno i colpi. Fanno dei sopralluoghi personalmente affidandosi più alla loro capacità di intuire al volo quale abitazione colpire che sulla segnalazione di qualcuno del luogo».

Il colonnello Niglio con il questore Luigi De Angelis (Foto Vagnoni)

Ribadisce invece alla popolazione di essere parte attiva nella tutela della sicurezza. «Chiamate sempre il 112. Sarò un tormentone su questo». E chiede di prestare attenzione a fatti anomali, anche se apparentemente di poca importanza. «Nei piccoli paesi dove ci si conosce tutti, ad esempio, segnalateci la presenza di persone che non sono del posto o di un’auto che non si è mai vista prima. Prendete la targa. Magari il proprietario è una bravissima persona, ma lo sapremo poi».

Se ci si trova ad aver subito un furto poi, il comandante è perentorio: «Telefonate subito alle forze dell’ordine senza toccare nulla per non inquinare eventuali tracce (Dna o impronte) lasciate dai ladri. La tempestività della chiamata aiuta sempre e per qualsiasi segnalazione anche a stabilire l’orario certo o almeno una fascia oraria ben circoscritta, che si riveleranno utilissimi nel cercare immagini catturate da eventuali sistemi di videosorveglianza». Ribatte molto il colonnello sull’importanza delle telecamere nei principali punti di accesso delle città. Ricorda che il Ministero ha messo dei fondi a disposizione dei Comuni  per la loro istallazione in base ad una mappa stabilita dal Comitato tecnico provinciale, presieduta dal Prefetto e composta da forze dell’ordine e sindaci.

La caserma dei Carabinieri di Ascoli (Foto Vagnoni)

«Rinnovo l’invito a denunciare subito l’intrusione – dice ancora Niglio – o il furto subìto, non dopo una settimana quando i particolari sbiadiscono. E’ importante poter descrivere dettagliatamente ciò che è stato rubato. Meglio ancora se ci sono foto dei preziosi, che verrebbero inserite in una banca dati, favorendo il ritrovamento anche a distanza di tempo». La scorsa settimana a Porto d’Ascoli è stata trovata una Golf rubata con il bagagliaio pieno di attrezzi da scasso. Che sia l’auto utilizzata dai malviventi per mettere a segno i numerosi furti registrati in provincia ultimamente? Lo stabiliranno le perizie in base ai riscontri con le prove repertate sui luoghi dei furti.


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