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Riaperto il caso Roberto Straccia,
il Gip dispone nuove indagini

MORESCO - Nel marzo 2017 era stata disposta l'archiviazione del caso. Familiari, in primis il papà di Roberto, Mario Straccia, che non si sono mai arresi. Così l'avvocato di famiglia ha presentato ricorso in Cassazione "per violazione del contraddittorio"

 

Si riapre il caso Roberto Straccia. A deciderlo  il gip del tribunale di Pescara Elio Bongrazio, accogliendo l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avv. Marilena Mecchi che assiste la famiglia. Roberto, 24enne originario di Moresco (Fermo), scomparve da Pescara il 14 dicembre del 2011 e fu ritrovato morto sul litorale barese il 7 gennaio del 2012.

Nel marzo 2017 era stata disposta l’archiviazione del caso. Ma i familiari, in primis il papà di Roberto, Mario Straccia, non si sono mai arresi. Così l’avvocato di famiglia ha presentato ricorso in Cassazione “per violazione del contraddittorio” poiché non le era stata comunicata la data di udienza per la discussione davanti al Gip. Nel novembre 2018 la Cassazione ha annullato il decreto di archiviazione, rinviando gli atti davanti al Gip, che oggi ha disposto il supplemento di indagine. Mecchi, come riportato dall’Ansa,  ha chiesto che siano ascoltate alcune persone finite in un’intercettazione ambientale nel carcere di Lanciano: in una conversazione la fidanzata di un pentito di ‘ndrangheta disse che Roberto fu ucciso da pregiudicati calabresi, indotti in errore dalla foto del profilo Facebook del ragazzo.


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