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Sanità, Castelli insiste:
«Il 50% dei tagli a scapito del Piceno»

ASCOLI - «Il taglio per più del 50% è caricato sull’area Vasta n. 5 di Ascoli/San Benedetto che si vede ridurre il costo del personale di ben 3.819.873 euro. L’area vasta di Pesaro registra un taglio appena percettibile pari a 44.261 euro e quella di Macerata beneficia addirittura di un incremento (pari a 1.364.698 euro) esattamente come la direzione generale dell’Asur che viene premiata con un più 497.335 euro»

Il sindaco Guido Castelli torna ad incalzare la Regione sul caso dei fondi alla sanità. Lo fa tirando in ballo un suo storico “nemico politico”, l’on. Luciano Agostini (Pd). «L’onorevole Agostini -dice Castelli- nella nuova veste di responsabile sanità del Pd, è chiamato a delle contorsioni acrobatiche per difendere l’indifendibile e cioè la Delibera n.82/19 con cui Ceriscioli devasta il Piceno in materia di spesa per il personale sanitario.

Guido Castelli (Foto Andrea Vagnoni)

La Regione, infatti, è chiamata a misure molto severe per contenere il costo del personale ed ha stabilito che questa voce, cosi rilevante per il sistema sanitario marchigiano, passi da 617.202.546 euro del 2018 a 610.279.000 euro nel 2019. Un taglio di circa 7.000.000 di euro che Ceriscioli e il Pd marchigiano hanno deciso di modulare riproponendo l’antico schema della discriminazione a carico del Sud delle Marche». Castelli si veste da “ragioniere” e fa i conti in tasca alla Regione anche se c’è da dire che l’Asur ha già spiegato i motivi del taglio relativo all’Area Vasta giustificandolo con il rientro alla normalità dopo le assunzioni straordinarie nel periodo del sisma. «Il taglio -spiega- viene addossato prevalentemente all’ASUR (- 6.831.246 euro) e risparmia le Aziende Ospedaliere di Ancona e Pesaro. Il taglio per più del 50% è caricato sull’area Vasta n. 5 di Ascoli/San Benedetto che si vede ridurre il costo del personale di ben 3.819.873 euro. L’area vasta di Pesaro registra un taglio appena percettibile pari a 44.261 euro e quella di Macerata beneficia addirittura di un incremento (pari a 1.364.698 euro) esattamente come la direzione generale dell’Asur che viene premiata con un più 497.335 euro. Questi sono i fatti. Il resto sono chiacchiere. Ceriscioli è un asso nel gioco delle tre carte. Parla del nuovo ospedale e poi taglia i posti letto all’area vasta 5 (- 43 posti letto nello schema formale trasmesso nell’agosto del 2018 ai sindaci ). Fa le passerelle a San Benedetto per la riattivazione della Geriatria e della Cardiologia ma poi impone tagli che determineranno la chiusura di altri servizi. Tutto ciò non è casual -conclude- siamo di fronte ad una strategia che nasce da lontano e che è finalizzata alla riduzione dell’offerta ospedaliera e sanitaria del Sud delle Marche. Agostini chiede aiuto affinché Ceriscioli possa cambiare idea. Di fronte a questa devastazione, in realtà,  è pressoché inutile cercare di far cambiare idea a Ceriscioli. Molto più semplice e d’aiuto per la sanità picena sarebbe cambiare Ceriscioli».


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