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Whirlpool, Armandi:
«A Comunanza situazione
stagnante anche col nuovo Piano»

COMUNANZA - Lo denuncia l'ex Rsu della Ugl nominato coordinatore nazionale elettrodomestici: «Riportate qui anche la lavasciuga America dalla Polonia, non solo l’incasso. Servono volumi». Intanto Fiom, Fim e Uilm sollecitano l’incontro con l'azienda, richiesta inviata il 9 aprile. Senza risposta quella del 13 marzo
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di Maria Nerina Galiè

«Nello stabilimento Whirpool di Comunanza la situazione resta stagnante, non si è visto nessun miglioramento, né produttivo né economico, alla luce del nuovo piano industriale». A sollevare la questione è Francesco Armandi del sindacato Ugl (Unione generale del lavoro), ex Rsu in quanto ha agganciato lo scivolo per il prepensionamento dall’1 gennaio 2019, già segretario regionale e, dal 22 marzo scorso, nominato coordinatore nazionale elettrodomestici Whirlpool.

Francesco Armandi

Nel frattempo Fiom, Fim e Uilm hanno sollecitato l’incontro con i vertici aziendali con un’altra richiesta inviata il 9 aprile. La prima, inviata il 13 marzo dalle sigle riunite e dalla Ugl in separata sede, non aveva avuto risposta. In questo scenario Armandi non è rimasto fuori dai giochi. Nel sito produttivo piceno nel 1985, rappresentante sindacale dal 2000, è stato parte attiva accanto ai colleghi sindacalisti nella trattativa che ha visto sancire l’accordo quadro per il prossimo triennio fino al rinnovo degli ammortizzatori sociali.

Sono due le sue principali preoccupazioni del neo coordinatore nazionale. «La prima è legata ai volumi produttivi gli unici a poter riportare lo stabilimento di Comunanza competitivo come un tempo – aggiunge Armandi – sappiamo che in Polonia è in atto un restyling della piattaforma della lavasciuga America, che prima si produceva a Comunanza. Se dobbiamo diventare polo della lavasciuga, perché dobbiamo limitarci all’incasso? Chiediamo che ci restituiscano anche questo prodotto. Lo conosciamo bene e, sebbene parliamo di 20-30 mila pezzi annui, richiede l’azione di almeno due persone». Il reshoring della lavasciuga da incasso è previsto nel piano aziendale. E sarà riportato a Comunanza gradualmente e di pari passo con il trasferimento a Napoli della produzione della lavatrice alto di gamma a Napoli. «E qui dovremo essere vigili affinché non vada via la produzione delle lavatrici prima che sia  stata completamente integrata quella da incasso».

L’altro aspetto che inquieta il sindacalista è la volontà di molti, troppi, lavoratori di poter usufruire dell’incentivo di 85 mila euro all’esodo volontario entro il 30 giugno 2019. «Temo che sia sintomo di una mancata fiducia verso il futuro. Aspettiamo però l’incontro territoriale per ulteriori chiarimenti. Non si esclude che possano esserci modifiche a questa misura, relativamente al piano di uscita, rivedendo i tempi e le modalità di applicazione».

«L’azienda continua a fare ricorso alla solidarietà – è sempre Armandi che parla – per circa 12, 13 giorni mensili, comprensivi di nove giornate collettive più una settimana per ogni gruppo di lavoro che si alterna ogni sette giorni, creando così una difficoltà economica ai lavoratori stessi e alle loro famiglie. Il problema era stato evidenziato   più volte anche nelle riunioni avute durante la vertenza Whirlpool con politici e istituzioni, quando già avevamo chiesto alla Regione Marche un’integrazione sulla solidarietà». La Fiom il 2 aprile ha inviato un’apposita richiesta all’Ente di Ancona.

 


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