
Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto (Foto Vagnoni)
di Maria Nerina Galiè
«Se il Ministro viene a fare campagna elettorale, io non ho tempo da perdere». Così ha risposto Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto al perché della sua assenza all’incontro con Marco Bussetti, capo del dicastero dell’Istruzione e della Ricerca, convocato ieri dalla Prefettura per oggi (giovedì 9 maggio alle 11,30) nell’ambito di un fitto programma che prevedeva anche una conferenza stampa con il candidato sindaco di Ascoli Marco Fioravanti.

Petrucci con il cardinale Petrocchi
«Come sindaco di un paese distrutto dal terremoto – ha detto ancora Petrucci – in questo momento mi sento al di sopra delle questioni di partito. Che cos’era la visita di Bussetti? Istituzionale? Allora doveva incontrare tutti i candidati. Sono sette mi pare. Era qui per parlare di terremoto? Perché allora non è passato per Arquata, magari facendo la Salaria visto che veniva da Roma? Così si rendeva conto di persona, come hanno fatto altri, di qual è veramente la situazione dopo quasi tre anni. Poteva anche non chiamare me, ma farsi un giro chiedendo ai pochi residenti rimasti come vanno le cose». In realtà nella lettera della Prefettura (rivcevuta dal Miur e girata), nelle quale erano elencate le tappe di Bussetti e gli argomenti da trattare, non c’è alcun riferimento al sisma. Eppure l’invito a Palazzo dei Capitani, riservato agli amministratori, era esteso soltanto ai 22 Comuni compresi nel cratere e non a tutti i 33 dell’intera provincia picena.
«Bussetti voleva parlarci di scuole? Noi siamo apposto – ha rimarcato il sindaco di Arquata – e non certo grazie allo Stato. Ben prima di lui sono arrivati i privati che ci hanno donato un complesso nuovissimo che comprende asilo, elementari, medie e una bellissima palestra». Il sindaco si riferisce alla Fondazione “La Stampa – Specchio dei tempi” che, tramite il quotidiano torinese, ha raccolto i fondi e consegnato, chiavi in mano, la struttura scolastica.
«Non commento poi sul fatto che la convocazione è arrivata ieri per oggi. Pensano forse che non abbiamo nulla da fare? Ieri sono stato alla Commissione lavori pubblici e ambiente del Senato, come rappresentante dei sindaci delle Marche, per parlare di ricostruzione con gli esponenti delle quattro regioni terremotate. C’erano altri colleghi, il presidente dell’Upi e i governatori, o loro delegati, di Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Sicilia. In questo periodo poi sto curando le associazioni delle zone di Arquata perimetrate». Sette agglomerati rischiano di essere definitivamente cancellati dai danni del terremoto: Pescara, Capodacqua, Tufo, Piedilama, Pretare, Vezzano e perfino il centro di Arquata del Tronto. «Abbiamo chiesto al Governo un milione e 50.000 euro per uno studio finalizzato a sapere se e come, o eventualmente dove altro, ricostruirli. Ci hanno dato solo 426.000 euro, un terzo per fare una gara d’appalto nazionale».
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