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Crac Mercatone Uno
«Ecco come farvi rimborsare»

CRISI - I consigli di Adiconsum per chi ha acquistato e pagato senza ricevere nulla in cambio, in tutta Italia si tratta di 3,8 milioni di euro già versati alla catena per merce mai arrivata a destinazione. Chiesto al ministero un tavolo di lavoro e un fondo di tutela
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Sono circa ventimila i consumatori coinvolti in tutta Italia nella vicenda del fallimento del “Mercatone Uno” per un valore di 3,8 milioni di euro già versati per merce non consegnata. Nella nostra regione chiusi gli stabilimenti di Monsano (Ancona), Civitanova (Macerata), Pesaro e quello al confine abruzzese-marchigiano di Colonnella (Teramo). Adiconsum chiede al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) di convocare un tavolo con la partecipazione delle associazioni consumatori e di attivarsi per l’istituzione di un Fondo di garanzia a tutela di quei consumatori che, a fronte del versamento di acconto o di saldo, non hanno ricevuto la merce.

Intanto Adiconsum invita i consumatori che hanno pagato la merce con carta di credito ad attivarsi subito per recuperare quanto versato richiedendo l’attivazione della procedura “charge back”. «La richiesta – specifica l’associazione – va inoltrata alla società emittente la carta di credito. Il charge back viene concesso per legge in caso di frode o a discrezione della società emittente la carta di credito per inadempimento del commerciante. Quest’ultimo è il caso di Mercatone Uno, che non ha adempiuto alla consegna della merce». Adiconsum consiglia, pertanto, i consumatori di contattare subito la società per accertare la possibilità di richiedere il charge back e per conoscere i tempi per la sua attivazione. Tale procedura può essere richiesta sia per i pagamenti fatti con carta di credito per la merce acquistata online che presso il punto vendita. I consumatori che hanno scelto di acquistare la merce a rate stipulando un contratto di finanziamento potranno «chiedere alla finanziaria  – continua Adiconsum – la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme già versate per grave inadempimento del fornitore». Non appena saranno resi noti termini e condizioni, Adiconsum consiglia comunque i consumatori di «richiedere l’insinuazione al passivo fallimentare, tenendo presente che i primi ad essere ristorati saranno i fornitori (creditori privilegiati), poi i lavoratori e per ultimi i consumatori, in qualità di creditori chirografari. Invitiamo i consumatori – conclude Adiconsum – a richiedere l’assistenza necessaria per affrontare la vicenda di Mercatone Uno, contattando al più preso una delle nostre sedi, portando con sé tutte le carte relative agli ordini effettuati».

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