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I sindacalisti Whirlpool
replicano a Cesaroni:
«La campagna elettorale è finita»

COMUNANZA – Le Rsu rispondono alle critche del sindaco: «Per sostenere i lavoratori servono azioni concrete. Il Comune potrebbe applicare sgravi fiscali e la Regione Marche integrare la perdita dello stipendio con le stesse misure adottate in altre realtà nazionali»

di Maria Nerina Galiè

Gilles Morel, presidente Emea e vice presidente esecutivo di Whirlpool Corporation, presente al tavolo nazionale del 25 giugno al Mise, ha confermato il rientro dell’incasso dalla Polonia per lo stabilimento di Comunanza. Senza però nascondere  il calo delle vendite del 9% nei primi mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (leggi l’articolo). Ma in questo momento il sito piceno è caratterizzato da un altro elemento che sta facendo discutere: i numeri dell’esodo volontario dall’1 luglio che sono arrivati a 76. Dato che il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni ha commentato con parole dure. Nei confronti dell’azienda, che «sta disattendendo l’impegno di rilanciare i volumi». E pure dei sindacati, colpevoli di aver «avallato un accordo pazzesco». Paolo Marini e Gianni Lanciotti (Fiom), Raffaele Bartomioli (Uilm) e Angelo Forti (Fim) non hanno incassato il colpo e ribattono senza mezzi termini al primo cittadino. 

Da sinistra Angelo Forti e Raffaele Bortomioli

«Nei giorni scorsi – affermano – abbiamo assistito all’ennesimo ritorno della “sindrome moralizzatrice” che investe ciclicamente il sindaco di Comunanza, al quale vogliamo ricordare come prima cosa che la campagna elettorale è finita. Di fronte all’articolo uscito qualche giorno fa (leggi qui) non possiamo ulteriormente tacere, anche per le sollecitazioni ricevute da molti lavoratori». 

Sugli oltre 70 esodi Cesaroni aveva detto: «Presumo che adesso queste persone cercheranno un nuovo lavoro togliendolo magari ai giovani. De resto hanno fatto una scelta ritenendola “conveniente”. Con incentivi che superano i 6 milioni di euro l’azienda ha ingenerato una cultura devastante e individualistica, con al centro solo l’interesse personale. Lontana da una visione collettiva volta a rilancio dell’occupazione nell’intera area montana». 

Pronta la replica dei sindacalisti: «Delle 76 persone che hanno sottoscritto accordi di uscita al 30 giugno, 15 andranno in pensione entro marzo 2023 con la legge Fornero ed  hanno percepito in media  57.000 euro. Le altre 61 hanno aderito all’uscita incentivata con 85.000 euro. Di questi però la metà si divide tra chi è molto vicino all’età pensionabile, chi potrà agganciarla con “quota 100” e “opzione donna”, chi ancora ha dichiarato di aver fatto questa scelta per dedicarsi a tempo pieno ad attività imprenditoriali già avviate privatamente. Pertanto solo 25 dipendenti (il 30%) ipoteticamente cercheranno nuovi lavori o coglieranno questa opportunità per tentare l’avvio di nuove attività per proprio conto». 

Alvaro Cesaroni

«L’uscita di questa 76 persone – aggiungono poi i rappresentanti dei lavoratori piceni – permetterà a chi rimane di lavorare di più. Fino ad ora, insieme ai fermi collettivi mensili (a luglio già si prevedono 9 giorni di chiusura), abbiamo assistito a turnazioni che lasciavano a casa 60 persone alla settimana.  Dall’1 luglio non ci saranno più gruppi di persone ferme settimanalmente». 

E concludono: «Se le Istituzioni vogliono davvero sostenere i lavoratori del sito di Comunanza e dare una risposta tangibile alla crisi che sta investendo l’intero territorio, che facciano azioni concrete.  Lo stesso Comune potrebbe applicare sgravi fiscali alla Whirlpool, proprio per favorire il rilancio dello stabilimento. Alla Regione Marche chiediamo, per l’ennesima volta, di intervenire al più presto per integrare la perdita dello stipendio con le stesse misure adottate in altre realtà nazionali». Intanto domani, mercoledì 26 giugno, Cesaroni farà il punto sulla situazione economica locale con gli imprenditori della filiera Whirlpool. Nei prossimi giorni con i sindaci del circondario.  

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