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Aumentano le Commissioni
E’ scontro in Consiglio comunale,
ma alla fine la delibera passa

ASCOLI - Seduta frizzante dell'assise cittadina: varati ben 11 organisimi consiliari oltre a quelle per i capigruppo, la revisione dello statuto e controllo e garanzia

di Renato Pierantozzi

Quattordici commissioni consiliari (capigruppo, revisione statuto, controllo e legalità, affari istituzionali, lavori pubblici, bilancio, lavoro, cultura, politiche sociali e turismo, politiche giovanili, servizi comunali, urbanistica, ambiente e qualità della vita) con 18 membri a testa (11 maggioranza e 7 di minoranza). Due in più rispetto al passato con un aumento anche di almeno due componenti. La legislatura Fioravanti inizia in modo extralarge con gli organismi consiliari lievitati nel numero e nelle composizione. Una scelta stigmatizzata dalla minoranza che sul tema si è ricompattata, ma difesa fino in fondo dalla maggioranza anche se, sulla “quantità”, lo stesso sindaco non ha potuto negare l’evidenza. Nel mezzo non sono mancati errori di battitura nella proposta di delibera (ma nessuno rilegge gli atti?), “dispettucci” tra maggioranza e minoranza ed anche un “giallo” sull’emendamento firmato da Luca Cappelli dopo il passaggio di Piero Celani al gruppo Forza Popolare (leggi l’articolo).

Marco Fioravanti (Foto Andrea Vagnoni)

Insomma una seduta frizzante anche se alla fine la minoranza si è astenuta sul voto conclusivo e il successivo atto relativo all’istituzione della commissione “Controllo e garanzia è stato rinviato su richiesta sempre dell’opposizione. A chiedere, invece, il rinvio dell’atto sulle 11 commissioni era stato Pietro Frenquellucci (Pd) motivandolo con il numero troppo elevato, gli errori formali e il caso dell’emendamento di Cappelli. «Mentre io ho fornito motivazioni -dice Frenquellucci- il sindaco ha invece proposto di ritirare l’emendamento di Cappelli solo se io avessi rinunciato al rinvio. Un comportamento tipo “dispettucci” tra bambini che dà il senso di questa maggioranza». «Mi aspetto -dice Fioravanti- un Consiglio comunale energico e frizzante che sia protagonista. Abbiamo il gettone di presenza più basso d’Italia e ci si dovrà muovere con un ritmo che la società ci impone. Mi aspetto consiglieri protagonisti e non che ostacolino il lavoro». Critici i consiglieri di minoranza come Canzian (“Undici commissioni servono per dare i gettoni di presenza?”), Celani (“In Regione ne abbiamo soltanto 4”), Viscione, Tamburri e Pagliacci.


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