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Polemiche sull’uso di suolo pubblico
fra il sindaco Cardilli e “Colli a sinistra”

COLLI DEL TRONTO - Il primo cittadino replica alle accuse del movimento d'opposizione "Colli a sinistra" sul no a una richiesta di utilizzo di suolo pubblico per una raccolta firme per la promozione di iniziative sulla pulizia dei fossi. Sarebbe stata impedita per ragioni tecniche legate alla sicurezza

Il sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli respinge con forza le accuse sollevate da “Colli a sinistra”. Al centro della polemica una richiesta di concessione all’utilizzo di luoghi pubblici per una raccolta firme da parte del movimento d’opposizione “Colli a Sinistra”, che alle ultime elezioni ha totalizzato il 4,25% dei suffragi, rimanendo fuori dal Consiglio comunale. Il tema della raccolta è la promozione di un’iniziativa di riqualificazione dei fossi comuni che attraversano e circondano il paese, con interventi mirati di manutenzione atti a prevenire il pericolo di dissesto idrogeologico.

Andrea Cardilli (Foto Vagnoni)

«Apprendiamo con stupore e rammarico dalla nostra pagina Facebook – scrivono i membri di “Colli a sinistra” – che l’amministrazione comunale nega l’autorizzazione, richiesta formalmente inviata mezzo posta elettronica. Le motivazioni adottate riguardano la messa a rischio della sicurezza ed il mancato rispetto verso gli organizzatori degli eventi ai quali ci saremmo “autoinvitati”». La formazione politica sottolinea poi di non aver ricevuto un formale diniego, manifestando sorpresa per il fatto che «un piccolissimo tavolino di legno con due sediole richiudibili posizionate fuori dall’area degli eventi possano essere considerate una minaccia alla sicurezza della collettività».

I promotori invitano comunque i cittadini a sostenere il loro progetto con una firma, in quanto saranno presenti «nelle stesse date e negli stessi luoghi, con un piccolo “scrittoio portatile” appeso al collo, come intelligentemente suggerito da chi si è indignato come noi, perché la principale preoccupazione di un sindaco dovrebbe essere quella di garantire l’agibilità democratica, il resto semmai ne è conseguenza, se ci sono norme da rispettare in materia di sicurezza il Comune dovrebbe predisporre luoghi e offrire supporto tecnico e logistico per questo, altrimenti le sue (del sindaco) più che preoccupazioni assomiglierebbero a pretesti».

Cardilli, recentemente eletto presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto, ha replicato con durezza, spiegando quelle che sono le norme che regolano l’organizzazione di eventi: «occorre che ne sia misurato il grado di rischio per poi predisporre un  piano di sicurezza. Il grado di sicurezza viene calcolato tramite una tabella – consultabile sul sito dei Vigili del Fuoco – dove sono indicati i parametri per facilitare il lavoro degli organizzatori di eventi medio-piccoli; dalle 200 persone in su, si riunisce un tavolo tecnico».

La presenza di un evento politico modificherebbe la situazione in quanto «prevede un punteggio 4 della tabella dei Vigili del Fuoco, mentre per gli altri eventi organizzati il punteggio è 1. Ciò, numeri alla mano, andrebbe a modificare il grado di sicurezza e di fatti a rendere vacuo il lavoro di chi ha presentato l’evento per tempo, ci ha lavorato in rispetto di tutte le normative vigenti e ne ha garantito la sicurezza adeguata. Se fosse aggiunta un’attività politica a tali eventi, si dovrebbe rifare di nuovo una valutazione del rischio secondo le linee guida dettate dalla Circolare Ministeriale del Ministero degli Interni numero 11001/110(10) del 28 luglio 2017 (anche questa direttiva è consultabile sul sito dei Vigili del Fuoco)». Chiusa al veleno per il sindaco: «Quando presenteranno una richiesta appropriata che non vada a ledere la libertà e il diritto di altre organizzazioni, gli sarà certamente concesso lo spazio pubblico. Come è sempre avvenuto e come avverrà sempre in un paese civile come Colli”».


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